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#276801 Deviazione Mandibolare In Paziente In Crescita

Inviato da Luca Giuseppe Russo in 14 marzo 2013 - 00:41

Ciao a tutti, dopo un'assenza prolungata, dovuta ad una insana passione per il "paroliere online", torno a scrivere di ortodonzia.
Si tratta di deviazione mandibolare in un paziente in crescita che presenta malocclusione di Classe II suddivisione sn. L'aspetto che vorrei evidenziare è l'utilizzo delle guide in composito come ausilio nella terapia durante la fase effettuata con apparecchiature fisse.

Jamie Lannister, lo "Sterminatore di re", è il nome del paziente, nome di uno dei personaggi che preferisco ne"Il gioco del trono". Spero che Martin non se la prenda troppo.

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Le foto extraorali evidenziano deviazione mandibolare

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La foto del profilo e la teleradiografia evidenziano lieve protrusione del mascellare superiore e live retrusione della mandibola

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E' interessante osservare nell'OP il differente spazio inter-occlusale presente a dx e sn. Le laterodeviazioni mandibolari sono caratterizzate infatti da minima dimensione verticale del mascellare superiore dal lato deviato.

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Le foto intraorali evidenziano deviazione della linea mediana inferiore verso sn, OVJ e OVB aumentati, Ia calsse molare e canina a dx, IIa classe molare e canina a sn.

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Le laterotrusioni evidenziano guide meno ripide a sn, lato di deviazione mandibolare

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Schema che mostra l'occlusione del paziente una volta ricentrata la mandibola. Si noti la minore estrusione dei denti dell'emimascellare sn, lato di deviazione mandibolare.

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La prima fase della terapia è stata effettuata a mezzo del Bionator. L'apparecchiatura è stata costruita dall'Odt Massimo Cicatiello, in maniera da favorire l'estrusione del 2.6.

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Alla fine della terapia con bionator il paziente evidenziava ancora lieve deviazione mandibolare.

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La deviazione madibolare risultava ancora evidente anche nella frontale extraorale.

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Si è quindi provveduto ad effettuare odontoplastica del 2.3 al fine di irripidire la guida canina, così da favorire il ricentramento mandibolare.

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Al fine di allineare correttamente gli elementi dentari si è quindi passati all'utilizzo di apparecchiatura fissa. La propriocezione parodontale è stata alterata a livello dei cingoli incisivi a mezzo di rialzi in composito ( mini-mold).

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Lo schema mostra l'inclinazione dei mini-mold sul piano frontale atta a favorire la ricentratura della mandibola.

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Risultato raggiunto al termine della terapia fissa.

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Risultato finale.

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Laterotrusioni al termine della terapia.

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Frontale endorale e OVJ a confronto: prima e dopo la terapia.
Si noti la simmetrizzazione delle linee mediane dopo la terapia.

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Laterotrusioni a confronto: prima e dopo la terapia.
Si noti la simmetrizzazione delle laterotrusioni dopo la terapia.

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Frontali extraorali a confronto: prima e dopo la terapia.
Si noti la correzione della deviazione della deviazione mandibolare.

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Laterali endorali a confronto: prima e dopo la terapia.
Si noti il raggiungimento della Classe Ia molare e canina a sn in seguito alla terapia.


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Profili extraorali a confronto: prima e dopo la terapia.
Si noti il miglioramento del rapporto sagittale tra i 2 mascellari.

In conclusione il presente caso mostra come l'azione sulla propriocezione parodontale, sia a mezzo di apparecchiature funzionali, sia a mezzo di guide in composito, possa essere di grande ausilio nella terapia delle deviazioni mandibolari.
luca
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#346797 Monofresa, Ma Proprio Una Sola!

Inviato da Paolo Guazzi in 08 settembre 2015 - 11:34

Anche questo è relativo....ho visto mettere impianti senza senso in kilometri di osso....

 

comunque quando si parla di uno o due impianti adiacenti un Dentista ( non un chirurgo maxillo facciale) DEVE sapere dove vanno messi gli impianti!

E DEVE sapere PRIMA che protesi ci dovrà fare sopra,

DEVE sapere prima che tipo di protesi farà ( avvitata o cementata)

DEVE sapere prima quali abutment vorrà o "dovrà" usare,

DEVE sapere prima quali sono le dimensioni disponibili e lo spazio interarcata,

DEVE sapere prima se ci sono esigenze o richieste/problematiche estetiche e/o funzionali.

 

Ma questa......è protesi!!!

 

E magari se riesce anche a metterlo veloce e con nessun dolore al paziente e con un ottima guarigione, è meglio.


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#347060 Monofresa, Ma Proprio Una Sola!

Inviato da Paolo Guazzi in 10 settembre 2015 - 13:53

Ma cosa vuoi che ne sappia io!!!

Non sono mica un istopatologo!

Io so che la letteratura dice che puoi inserire impianti fino a 170N/cm di torque senza rischiare la cosidetta "necrosi da compressione" .... la istologia sulla pecora dice questo, ed anche in altri animali....ma sull'uomo io so solo che funziona...
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#346746 Monofresa, Ma Proprio Una Sola!

Inviato da Paolo Guazzi in 07 settembre 2015 - 17:20

Ah.....una cosa....anzi due:

LE FRESE CHE VEDETE NEI VIDEO sono dei prototipi, quelle che sono arrivate in commercio hanno anche delle tacche che ne migliorano il taglio e la direzionalità, e non cambiano ne i diametri, ne la sequenza ne la sostanza, sono solo più efficaci.

La seconda cosa ( anche se non c'entra con le frese, che potete usare flapless o a lembo aperto indifferentemente...) come è mio consueto tutti i casi che vedrete sono flapless, senza suture, senza sanguinamento e, non occorre dirlo, ma ve lo dico lo stesso....TOTALMENTE SENZA DOLORE NEL POST OPERATORIO..... che di questi tempi non guasta mai!

Anche se devo dire ci ho messo molto più tempo ad imparare a fare gli impianti senza lembo che ad usare una fresa sola.....
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#276863 Deviazione Mandibolare In Paziente In Crescita

Inviato da Luca Giuseppe Russo in 14 marzo 2013 - 14:21

Bellissima esposizione!

Ti volevo chiedere se la laterodeviazione era funzionale e/o scheletrica e come fai diagnosi differenziale.

Grazie
Barbara


Ciao Barbara, intanto grazie dei complimenti.
Le latero-deviazioni che possiamo trattare sono tutte quelle che rappresentano un adattamento della posizione mandibolare all'occlusione. In apertura, la mandibola si ricentra. E' vero però che, se non interveniamo precocemente, le laterodeviazioni mandibolari possono determinare sviluppo asimmetrico del complesso maxillo-facciale.
Il motivo è legato essenzialmente alle alterazioni della forma e della posizione delle articolazioni temporo-mandibolari

Deviazioni madibolari 2 1.jpg

e all'azione asimmetrica della muscolatura masticatoria.

Deviazioni madibolari 2 2.jpg
Deviazioni madibolari 2 3.jpg

Le modifiche osse dento-alveolari che si associano a deviazione funzionale sono descritte in maniera esaustiva da Pedro Planas e da Sadao Sato.
Per tale motivo, quando voglio capire se posso trattare il mio paziente senza necessariamente ricorrere alla chirurgia, guardo la max apertura per valutare il ricentramento mandibolare, ma guardo soprattutto alle modifiche dento-alveolari che sono associate alla deviazione. Se trovo cioè:
guide in laterotrusione meno ripide dal lato deviato;
piano occlusale frontale inclinato verso l'alto dal lato deviato;
piano occlusale sagittale più ripido da lato deviato,
penso di potere trattare con successo la latero-deviazione.
Il tempo di trattamento è naturalmente in relazione all'entità dei compensi dento-alveolari legati alla deviazione stessa.

luca
  • Ivan Lendaro, Umberto Piccolo, Barbara Massaccesi e 2 altri piace questo


#356933 Monofresa, Ma Proprio Una Sola!

Inviato da Paolo Guazzi in 04 febbraio 2016 - 12:03

Brevemente vi metto le rx e le foto del controllo ( anche con cbct) del caso in prima pagina.
Alla guarigione/presa delle impronte dopo 7 mesi ( il paziente era un po' latitante...) ed anche un controllo a 6 mesi dalla consegna.

Baci.

Miniature Allegate

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  • Diapositiva12.JPG
  • Diapositiva13.JPG

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#351476 Rialzo Del Seno Mascellare Per Via Crestale - Fase Chirurgica

Inviato da Giacomo Tarquini in 17 novembre 2015 - 10:26

Nonostante l' esiguita' dell' altezza ossea (4,5 mm in media) si rende necessaria la fase di counterboring per l' inserimento di un impianto 4,5 x 8,5

 

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Inserimento implantare con motore fino a 65 N/cm

 

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L' inserimento viene completato con torque wrench

 

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Inserimento cover screw

 

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Sutura in poliestere 4/0

 

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RX endorale finale

 

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Da notare come, nonostante la presenza di un setto di Underwood mesialmente all' osteotomia implantare potesse in qualche modo interferire con le manovre chirurgiche, la fase di scollamento e' stata in realta' facilitata dalla presenza dello stesso

 

un saluto

Giacomo


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#346521 L'impianto Jd: Le Caratteristiche E Le Testimonianze Di Chi Lo Utilizza.

Inviato da Paolo Guazzi in 02 settembre 2015 - 12:15

Veramente queste NON sono le frese del kit ( peraltro già ridotte..) ma la loro EVOLUZIONE, curata e disegnata su mie indicazioni.

In buona sostanza si può inserire un impianto da 3,7 mm di diametro con solo 3 frese, in luogo delle usuali 5/6 presenti nel kit, e quanco il clinico ci "prenderà la mano", l'impianto si può inserire usando solo ed unicamente la sola fresa 2.

Una fresa.

Punto.

Questa è la sequenza quando si usano più frese:

http://www.jdentalca.../?q=it/node/538

metterò ( quando capisco come si fa...) anche i video di impianti posizionati con fresa unica.

Besos!
  • rosario graziano, paolo bettarini, Antonio Belmonte De Cristofaro e un altro piace questo


#315228 De Innestibus Oris :-D

Inviato da Fernando Ricci in 06 giugno 2014 - 09:06

Ho notato con molto piacere che nel corso degli anni la preparazione dei partecipanti a Odontoline è cresciuta in maniera esponenziale al punto che mi è rimasto ben poco da insegnare e, infatti, il più delle volte sono io che imparo qualcosa da ciò che pubblicano i sempre più talentuosi colleghi presenti sul sito. E così, non avendo niente di particolare da far vedere, ho scelto un semplice caso di innesto connettivale tanto per non perdere l’abitudine al confronto e anche alla critica.

Paziente di sesso femminile di anni 49 al momento dell’intervento, presenta due recessioni gengivali di 1° classe di Miller con spiccata sensibilità agli stimoli termici, meccanici e chimici resistente all’uso di desensibilizzanti topici.

 

Immagini 1 - 3: situazione clinica, evidenziata con applicazione di soluzione iodo-iodurata.

 

Immagini 4 - 5: incisione di un lembo a busta a spessore parziale sul sito ricevente.

 

Immagini 6 – 9: prelievo di tessuto connettivo dal sito donatore e sua modellazione.

 

Immagine 10: mordenzatura delle superfici radicolari con acido citrico al 40%.

 

Immagine 11: sito ricevente pronto per l’innesto (è possibile vedere l’osso alveolare ricoperto dal periostio).

 

Immagine 12: prova di posizionamento dell’innesto.

 

Immagine 13: fissaggio coronale dell’innesto alle papille interdentali (Vicryl Rapid 4/0)

 

Immagini 14 – 16: fissaggio apicale dell’innesto con punti sottoperiostei.

 

Immagine 17: chiusura del lembo.

 

Immagine 18: rimozione suture esterne al settimo giorno.

 

Immagine 19: controllo a poco più di un mese.

 

Immagine 20: controllo a 6 mesi.

 

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  • Andrea Guarnotta, Fabio Bernardello, Luca Giuseppe Messina e un altro piace questo


#375678 Rialzo Del Seno Mascellare Per Via Crestale - Fase Chirurgica

Inviato da Giacomo Tarquini in 06 marzo 2017 - 14:22

Protesi definitiva in metallo - ceramica

 

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Controllo radiografico effettuato mediante RX endorale periapicale

 

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un saluto

Giacomo


  • Stefano Camoni, Giuseppe Riccardi e alberto d'agostino piace questo


#371883 Impianto Post-Estrattivo A Carico Immediato

Inviato da Fabio Bernardello in 01 dicembre 2016 - 08:56

Caso molto ben descritto complimenti! Che misura di impianto è stato usato?

Ti capita di non usare il biomateriale in qualche post estrattivo?

Il diametro dell'impianto è 3,5 mm.

Nei postestrattivi immediati (sia sommersi che, come in questo caso, a protesizzazione immediata) il mio protocollo prevede sempre l'impiego di un innesto: come dicono gli Ammmericani :) preferisco indossare  "belt & suspenders".

Un saluto 
Giacomo 
Ciao Giacomo bel caso e come sempre ben descritto e documentato e circostanziato da abbondante letteratura
Anche a riguardo dell'innesto nel GAP sono molto d'accordo con te nel senso che specie in alveoli a parete può meno sottile come presumo fosse questa, è sempre meglio innestare, a prescindere dalle dimensioni del GAP, che sia esso meno o più di 2 mm poco conta. Inoltre anche per me meglio non esagerare coi diametri, un 3.7 massimo 4.1 va benissimo, più imprtante del diametro è cercare di mantenere volumi specie vestibolari e questo è il graft che lo aiuta e non certo un impianto di largo diametro che al contrario ci può esporre a pesanti sorprese nel tempo se la parete vestibolare va in sofferenza e si contrae molto.
  • Davide Lomagno, Sergio Rotondo e Antonio Belmonte De Cristofaro piace questo


#347102 Monofresa, Ma Proprio Una Sola!

Inviato da Emilio Corvino in 10 settembre 2015 - 19:25

Non si parla di necrosi ma di riassorbimento osteoclastico dello strato osseo soggetto a compressione seguito da neoapposizione. Per una volta inserito l'impianto la stabilità cala nei giorni successivi fino quasi a dimezzarsi dopo circa 3 settimane per poi risalire. Per questo se metti un impianto a 20 N e lo carichi dopo 3 settimane hai 10 N e il paziente te lo sputa. Questo molto in soldoni.
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#346744 Monofresa, Ma Proprio Una Sola!

Inviato da Paolo Guazzi in 07 settembre 2015 - 17:11

Ciao Raga, velocemente un piccolo caso che potete paragonare ad una zona analoga trattata con la sequenza delle frese multiple.

Nel primo video cè la sequenza di frese da usare per inserire un impianto di diametro 4,3:
fresa a lancia e fresa nr 1 e 2, e poi limpianto.
In totale sono 3 frese in luogo delle 5 che si usano con il kit JD normale ( lancia che è diversa da questa nuova -, 2.02.4-2.8-3.2 ) ovviamente sempre per ottenere la medesima sottopreparazione orizzontale di 1.1 mm.
La fresa nr.2 è specifica per gli impianti diametro 3,7, ma nel mascellare vista la consistenza ossea che ho sentito fresando ( osso D2/D3), ho preferito sottopreparare di ca. 1 mm (la fresa nr.2 ha un diametro 3,2 ed io ho messo un impianto diametro 4,3), per ottenere un migliore torque di inserimento, che se non erro era > di 50N.
Ovviamente se ci fosse stato un osso più consistente si poteva usare anche la fresa nr.3 che essendo di diametro 3.8, sottoprepara di 0,5 mm.

Discorso invece accellerato per il video 2, stessa zona ( primo molare mascellare) anche se in sede dx anziché sx.

In qs caso si sfrutta il fatto che TUTTE le frese a partire da quella a lancia sono taglienti sia sui lati ( come è normale) che in punta.
In qs modo si può partire direttamente con la fresa dallosso crestale e fare la osteotomia definitiva con una unica fresa.
E se vado di traverso??? E se fenestro???
Ovviamente dovete stare attenti!!
Il trucco di questo kit è che permette la vostra accellerazione chirurgica!
Mi spiego: nei primi casi, è consigliato usare tutte le frese, in modo da farci la mano, successivamente potete eliminare le frese intermedie, mantenendo ad esempio la Lancia e la ultima fresa, in modo da ridurre al massimo i passaggi, aumentare la velocità esecutiva e diminuire il trauma osseo.
Tanto la ultima fresa entra sempre e produce una osteotomia definitiva comunque.
Fino a che potete anche fare il tutto con una sola fresa.

E se limpianto ha poco torque???
I casi sono 2: o mettete unimpianto più largo, oppure ( se avete dei dubbi sulla qualità ossea) è sempre meglio sentire losso con la prima fresa ( a Lancia) e decidere quale sottopreparazione fare.
Normalmente nel mascellare io tranquillamente utilizzo una sottopreparazione più spinta, cioè ci ca 1 mm, mentre in mandibola tendo a preparare di più, per cui in casi analoghi anziché usare ( come fresa unica ) la fresa 2, avrei usato la fresa nr. 3.

Comunque, tanto per chiarirci, luso di UNA SOLA fresa, è una provocazione, infatti nessuno ci vieta di farlo, ma in quasi tutti i casi, io stesso ne uso 2!
Con la prima trovo il giusto asse e saggio la qualità ossea, e con la seconda produco la osteotomia.
Se sono nel dubbio, uso una fresa più piccola.nel caso limpianto avesse un torque troppo elevato, posso sempre toglierlo e fare un passagio con una fresa maggiore.
Vale la pena SEMPRE di prenderci la mano nel mascellare, che presenta un osso più morbido.

Questo il primo video con le frese IN SEQUENZA, che avevo già postato....
http://www.jdentalca.../?q=it/node/538

e questo il secondo video, praticamente la stessa cosa ma con una sola fresa



Se abete bisogno, sono qua......cioè....adesso vado a casa, ci sentiamo poi domani!!!
  • emanuele mansutti, Bruno Bondone e Antonio Belmonte De Cristofaro piace questo


#278201 Papillae Reconstruction

Inviato da Giacomo Tarquini in 26 marzo 2013 - 02:36

Controllo a 3 anni.

La presenza delle papille e' stabile e la sensibilita' da tempo completamente scomparsa.

 

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La lunghezza della corona clinica di 2.3 e' adesso sovrapponibile a quella dell' elemento controlaterale.

 

Diapositiva22.JPG

 

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NB: va osservato come in letteratura non esistano lavori che comprovino la stabilita' nel lungo periodo dei risultati raggiunti.

 

La nuova posizione dei tessuti e' mantenuta da un attacco di tipo connettivale/giunzionale non sostenuto da una adeguata festonatura ossea.

 

Questo aspetto va sempre tenuto in debita considerazione e discusso con il paziente in sede di acquisizione di consenso scritto.

 

Come sempre, critiche, consigli o anche solo insulti sono i benvenuti! :laughingsmiley: :laughingsmiley: :laughingsmiley:


  • Giuseppe De Capua, Amedeo Giofrè e michelangelo giacomobello piace questo


#277131 Deviazione Mandibolare In Paziente In Crescita

Inviato da Ivan Lendaro in 16 marzo 2013 - 19:47

Quoto in pieno lo "scugnizzo" !!! Quello che sto apprezzando molto ora nelle terapie riabilitative é che finalmente che si parli di ortodonzia o protesi si utilizzano gli stessi concetti occlusali cosa non scontata ma che per me é fondamentale... Questo ricerca per me é stata fondamentale, e l'incontro sei concetti di Slavicek, Sato e Planas mi ha cambiato la vita. Forse questa cosa l'apprezzo molto perché a differenza di Luca (ortodonzista puro) e Stefano (protesista puro..parlo in senso riabilitativo) io sono un modesto generico che se la vede con entrambe le specialità e non capivo perché se dovevo approcciare ad un caso con la protesi o l'orto lo dovevo fare in modo diverso. In orto ad es era (è ancora, molto spesso) pensare di cambiare il piano occlusale era quasi vietato!!! Le curve di compenso erano tabù!! Di verticalitá non si parlava Ecc ecc ecc Ora finalmente molti dogmi stanno cambiando e le due specialità possono convivere Anche Slavicek (Stefano dal tuo "linguaggio" capisco che lo hai seguito) da 10-15 anni co l'incontro con Sato si è molto completato, come Sato grazie a Slavicek ha inserito la possibilità di valutare funzionalmente il risultato. Molte cose sono in comune con Planas per cui dal l'ortodonzia funzionale del bambino, alla riabilitazione ortodontica e/o protesica seguono concetti che finalmente stanno seguendo un percorso comune. Mandi mandi Ivan
  • Davide A. Di Gregorio, Umberto Piccolo e Leonardo Bergo piace questo


#353837 Rialzo Del Seno Mascellare Per Via Crestale - Fase Chirurgica

Inviato da Giuseppe Riccardi in 23 dicembre 2015 - 16:09

Mi piacerebbe fare un po' di chiarezza su alcune cose che nel topic forse sono state un po' travisate. 
Le tecniche osteotomiche, nel rialzo del seno mascellare,  stressano in modo meno invasivo tessuti, (osso e strutture) e paziente (ridotto tempo di carico), rispetto a qualsiasi tecnica che utilizzi le frese o sonici ed ultrasonici per tanti motivi:

1-Spingono, non erodono, (frese), ne cavitano, (sonici ed ultrasonici),  osso residuo che fa da cuscinetto naturale alla membrana di Schneider

2- compattano l'osso cambiandone la qualità ( per esempio da 4 a 3)

3- espandono l'osso consentendo di ottimizzare la preparazione implantare.

4- permettono di utilizzare i setti di Underwood e le pareti inclinate del seno mascellare che con le frese o altri strumenti non possono essere affrontati.

Riguardo agli strumenti sonici ad aria, questi rispetto agli ultrasonici (piezo), scaldano meno l'osso, costano meno.

L'utilizzo combinato di strumenti sonici ed osteotomi oggi permettono di ridurre al minimo l'utilizzo del martelletto, ottimizzando la tecnica del rialzo del seno mascellare con il vantaggio di NON dover utilizzare GRAFT (riempitivi), di nessun tipo eccezione fatta per il collagene. Anche grazie a ciò tale tecnica consente ulteriori vantaggi:

5- tempi di carico abbreviato 75--120 giorni contro 180).

6- riduzione dei costi sia per il materiale 

ciao Stefano

devo dirti che da quando ho scoperto l frese a fresaggio sequenziale tipo Cosci. io ho preso il kit BSB, ho scoperto un'altro mondo

ho abbandonato gli osteotomi completamente se non per fare anche espansione..

e' un metodo molto preciso e sicuro e stressa molto meno, diri niente il paziente..

io uso solo collagene, raramente riempitivo..

ciao e bone feste


  • claudio d'amico e Emilio Corvino piace questo


#346954 Monofresa, Ma Proprio Una Sola!

Inviato da Paolo Guazzi in 09 settembre 2015 - 17:18

Cosa vuoi che ti spiego?????

Non lo sappiamo proprio ( ne io ne gli altri...) perché funziona....ma funziona!!!

Non mi stupirei di leggere tra 10 anni che oggi facevamo solo cacchiate, e che magari gli impianti vanno messi e caricati subito che è meglio!!!!!!

( come poi fa Silvano!! Sarebbe proprio da ridere!!)
  • Marco Maiolino e Mauro Savone piace questo


#331293 Terapia Chirurgica Delle Recessioni Gengivali Con Caf + Matrice Collagenica

Inviato da emanuele mansutti in 14 gennaio 2015 - 12:47

Ma perchè non togliete di mezzo la scritta del V/s nome sulle foto:non si può apprezzare così, non si vede bene, almeno spostatela dove non rompe! Lamentela rivolta a tutti quelli che postano foto, non a Giacomo in particoare.Grazie e scusate.


  • Giancarlo Dal Ponte e Carlo Giacovazzo piace questo


#329687 Difetto Osseo Through-&-Through Su 2.4

Inviato da Giacomo Tarquini in 18 dicembre 2014 - 17:54

Aggiorno il caso con le fasi riguardanti la gestione dei tessuti molli e la protesizzazione finale.

 

Foto cliniche al rientro; si evidenzia un deficit di GA buccale che rende necessario un incremento della quantita' e della qualita' dei tessuti molli.

 

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Per la scopertura viene selezionata una tecnica di Roll - Flap mini-invasiva che non prevede l' impiego di suture.

 

A questa modifica dell' intervento di Roll - Flap (ne esistono molte altre) io ho aggiunto una piccola variante personale consistente nello scolpire un lembo a spessore parziale anziche' totale allo scopo di non denudare l' osso neoformato.

 

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Lembo a spessore parziale

 

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Maturazione dei tessuti e provvisorio

 

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Stato dei tessuti molli dopo il condizionamento (rispettivamente a 7 e 21 giorni)

 

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Protesi definitiva in ZrO2 su 2.4 - 2.5 (le foto sono state prese il giorno della cementazione).

 

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Riferimento bibliografico 

 

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un saluto

Giacomo


  • Fernando Ricci e Giuseppe Riccardi piace questo


#272651 La Preparazione Degli Elementi Dentari

Inviato da Francesco Simoni in 29 gennaio 2013 - 15:07

La preparazione completa degli elementi dentari per protesi fissa è un argomento di base dell’odontoiatria di tutti i tempi. Pur tuttavia la molteplicità degli aspetti tecnici dal parallelismo delle pareti alle diverse linee di finitura ne fà una delle procedure piu dibattute anche al giorno d’oggi.

Non mancano poi gli eventuali dubbi relativi alla strumen- tazione usata ed in rapporto alla continua introduzione di prodotti tecnologicamente avanzati sul mercato.

Non si puo però discostarsi dalle certezze scientifiche ottenute dal passato tenendo comunque un occhio sulle reali innovazioni quotidiane e future.

Scopo dell’incontro è quello di fare il punto della situazione su tutte le metodiche di preparazione dentaria completa valutando il disegno della preparazione stessa e della strumentazione usata con uno sguardo ai materiali da impronta ed ai provvisori.

Il corso si terrà il 10-11 Maggio (Venerdì 9:00 - 18:00 Sabato 9:00 - 13:00) presso la sede Dental Trey di Napoli in via Ferrante Imparato, 190.

Massimo 25 partecipanti

Crediti ECM: 12

COSTO: 423,50 € IVA compresa SCONTO 40% per i soci ODONTOline, AIO Campania e ANDI Napoli. 242,00 € IVA compresa

Per maggiori dettagli e per consultare il programma, scaricare la brochure allegata.


Per informazioni sulle iscrizioni:

E-mail: infocorsi@odontoline.it

Numero Verde: 800.592.432

File(s) Allegato(i)

  • Allega File  napoli.pdf   4,3MB   1560 Numero di downloads

  • Rosario V.E. Prisco e Salvatore Menditti piace questo