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Rialzo Del Seno Mascellare in Presenza di Una Preesistente Comunicazione Oro-antrale
Giacomo Tarquini posted a topic in Odontoiatria Clinica
INTRODUZIONE: La perforazione della membrana di Schneider rappresenta una delle complicanze più frequenti associate alla chirurgia di rialzo del seno mascellare. Tale evento può compromettere la corretta guarigione dell’area innestata, interferendo con la neoformazione di tessuto osseo vitale e favorendo l’insorgenza di alterazioni reattive a carico della mucosa antrale. Particolare attenzione deve essere posta nei casi caratterizzati dalla presenza di una comunicazione sinusale preesistente, generalmente conseguente a una precedente estrazione dentaria e, pertanto, localizzata a livello crestale. La gestione di tale comunicazione prima o durante la procedura di rialzo del seno può risultare indicata, considerato il maggiore rischio di lacerazione della membrana sinusale durante le successive manovre di scollamento (Jeon, JDIR 2012). In queste condizioni, la guarigione spontanea può determinare la completa restituzione della continuità della membrana di Schneider e della fibromucosa crestale, ripristinando la separazione funzionale tra cavità orale e seno mascellare; il difetto osseo transcrestale può tuttavia persistere, in particolare quando le sue dimensioni non consentono una rigenerazione ossea spontanea. Ne consegue la presenza di una comunicazione ossea residua, anatomicamente rivestita da tessuti molli, che può rappresentare un potenziale fattore di rischio durante il successivo sollevamento della membrana sinusale. Per minimizzare il rischio di perforazione iatrogena, dopo lo scollamento del lembo a spessore totale, la regione corrispondente alla comunicazione preesistente viene approcciata mediante una dissezione a spessore parziale. Questa modalità di accesso consente di separare progressivamente la fibromucosa crestale dai tessuti sottostanti, riducendo il rischio di coinvolgimento della membrana di Schneider. Tale accorgimento assume particolare rilevanza nei casi in cui il processo di guarigione abbia determinato la formazione di aderenze tra la fibromucosa crestale e la membrana sinusale, rendendo potenzialmente traumatica il sollevamento di un lembo a tutto spessore. Nel caso descritto, dopo l’esposizione del difetto, la porzione di membrana di Schneider erniata attraverso la comunicazione crestale, delle dimensioni di 5,09 × 2,90 mm e verosimilmente riconducibile a una precedente estrazione dentaria, viene delicatamente mobilizzata mediante un approccio combinato piezoelettrico e manuale. Il sollevamento viene inizialmente eseguito con un inserto piezoelettrico dedicato e successivamente completato mediante uno strumento manuale, al fine di ottenere un’adeguata mobilizzazione della membrana senza determinarne la perforazione. La comunicazione viene quindi riparata e protetta mediante una membrana riassorbibile in pericardio, stabilizzata sul margine craniale dell’antrostomia mediante un pin in titanio. Il posizionamento della membrana consente di isolare e proteggere il sito della precedente comunicazione, permettendo la prosecuzione della procedura secondo il protocollo chirurgico pianificato, con il posizionamento del biomateriale prescelto, il riposizionamento della botola ossea (Cho, IJOMI 2012; Tarquini, Dental Cadmos 2015) e la successiva sutura del lembo primario. CONCLUSIONI: Sebbene diverse pubblicazioni (Hotta et al. 2024; Cortes et al. 2010; Kara et al. 2016; Wang et al. 2023) abbiano descritto la chiusura simultanea di una OAC/OAF preesistente in concomitanza con il rialzo del seno mascellare mediante approccio laterale, sono estremamente limitati i contributi relativi alla specifica condizione clinica descritta nel presente caso, che rappresenta uno scenario significativamente più raro (Yang, Clin Adv Periodontics 2026). La corretta gestione delle complicanze intraoperatorie si fonda innanzitutto su un’accurata valutazione preoperatoria del caso clinico, associata alla capacità di riconoscere tempestivamente la natura e l’entità dell’evento avverso e, ove possibile, di procedere a una riparazione immediata. È pertanto fondamentale che l’operatore disponga di una formazione e di un training specifici, tali da consentirgli di identificare precocemente e gestire adeguatamente la maggior parte delle complicanze che possono manifestarsi nelle diverse fasi della procedura chirurgica. PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI SULL'ARGOMENTO: CLICK HERE- 1 reply
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