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  1. Introduzione L'ozono, una molecola triatomica e allotropo dell'ossigeno composta da tre atomi di ossigeno, può essere utilizzato in forma gassosa e liquida (Saini, 2011). L'ozono ha effetti positivi sul metabolismo dell'ossigeno, sul sistema di difesa antiossidante e sul microcircolo (Ahmedi, Ahmedi, Sejfija, Agani, & Hamiti, 2016). Tali caratteristiche giustificano l'attuale interesse per la sua applicazione in medicina e odontoiatria. Molti campi dell'odontoiatria hanno cercato di sfruttare i comprovati vantaggi dell'ozonoterapia (OT) (Akdeniz et al., 2018; Karaca, Ergun, & Ozturk, 2018; Mostafa & Zakaria, 2018). Il principio dell'OT consiste nella trasformazione delle molecole di ossigeno biatomico ambientale in ozono a contatto con la punta di una sonda speciale sull'area trattata (Kazancioglu, Kurklu, & Ezirganli, 2014; Sacco & Campus, 2017).L'ozono agisce in modo selettivo contro batteri, funghi e virus. L'effetto antimicrobico dell'ozono è il risultato della sua azione sulle cellule, ne danneggia infatti la membrana citoplasmatica a causa dell'ozonolisi dei doppi legami e provoca inoltre una modifica del contenuto intracellulare indotta dall'ozono a causa di effetti ossidanti secondari. Questa azione è selettiva verso le cellule microbiche ma non danneggia le cellule del corpo umano grazie alla loro elevata capacità antiossidante.L'OT si è dimostrata molto efficace in quei difetti difficili da raggiungere con i tradizionali strumenti manuali o rotanti. Descrizione del caso clinico Il paziente giunge alla nostra osservazione lamentando sanguinamento evocato in corrispondenza del primo premolare mascellare dx: l' esame radigrafico e il sondaggio parodontale rivelano un profondo difetto angolare sulla superficie mesiale dell'elemento in questione che raggiunge quasi il pavimento della forcazione. All' esame obiettivo è possibile rilevare una marcata concavità della superficie radicolare. Dopo la rivalutazione parodontale al termine della terapia di Fase I e II si decide di procedere mediante terapia chirurgica. E' stata quindi eseguita una procedura di rigenerazione tissutale guidata (GTR) con membrana in pericardio e innesto osseo eterologo dopo aver effettuato la decontaminazione della superficie radicolare mediante ozonoterapia (OT) locale. L'accesso al sito chirurgico è stato eseguito secondo i principi della tecnica di preservazione della papilla modificata o MPPT: A proposito della morfologia radicolare vale la pena di ricordare che Zhao et al. (2014) e La-orkhun (2021) hanno dimostrato come nei denti che presentano una concavità radicolare, il difetto è prevalentemente a forma di cratere; al contrario, nei denti privi di concavità mesiale il difetto osseo interprossimale è prevalentemente a forma di rampa: Follow-up a 3 anni: Conclusione Il potente potere antimicrobico dell'ozono, insieme alla sua capacità di stimolare il sistema circolatorio e modulare la risposta immunitaria, lo rende un agente terapeutico di elezione nel trattamento di patologie mediche e malattie infettive del cavo orale. L'effetto ossidativo dell'ozono sul microbiota è stato dimostrato in diversi studi. Vi è una buona evidenza di biocompatibilità in vitro dell'ozono in soluzione acquosa con le cellule epiteliali orali umane, le cellule dei fibroblasti gengivali e le cellule parodontali. Inoltre, l'uso dell'ozono è una modalità di trattamento semplice e indolore. Vi è tuttavia ancora bisogno del massimo livello di evidenza, ovvero di studi clinici randomizzati in doppio cieco ben progettati, per giustificare l'uso routinario dell'ozono come modalità di trattamento in odontoiatria. PER ULTERIORI INFORMAZIONI: CLICK HERE PER INFO E ISCRIZIONI: CLICK HERE
  2. La forma di un difetto osseo è influenzata da diversi fattori anatomici quali, per esempio, lo spessore del processo alveolare, la morfologia della radice dentaria, la posizione della stessa all’interno della compagine ossea e il rapporto di vicinanza con altri elementi eventualmente interessati da difetti ossei. Mentre nei difetti intraossei la componente verticale coinvolge un solo elemento dentario, nei crateri interprossimali essa coinvolge contemporaneamente due elementi dentari adiacenti. La terapia di elezione dei crateri interprossimali è rappresentata dalla chirurgia ossea resettiva ma, in caso di difetti particolarmente profondi, l'approccio resettivo è controindicato per via dell'importante sacrificio di tessuto osseo che ne risulterebbe (Cohen, 2006) Il presente caso clinico dimostra la risoluzione di un profondo cratere interprossimale mediante procedura di Modified Papilla Preservation Technique (MPPT) con una membrana barriera di tipo riassorbibile (Cortellini, 1996). Per ulteriori approfondimenti: CLICK HERE un saluto Giacomo Tarquini
  3. Introduzione: Troppo spesso vengono estratti denti che, al netto delle necessarie competenze, con un minimo di volontà potrebbero essere facilmente salvati. In questo caso clinico viene dimostrato come sia possibile mantenere elementi dentari parodontalmente compromessi in maniera anche molto severa grazie alle possibilità offerte dalle attuali tecniche di rigenerazione tissutale guidata (GTR). Nel caso in oggetto, gli elementi 1.1 e 2.2 erano stati giudicati "senza speranza" e posti in chirurgia estrattiva; mediante rigenerazione tissutale guidata (GTR) con membrane in pericardio a lento riassorbimento è stato possibile il loro mantenimento nel cavo orale con la completa risoluzione dei difetti parodontali associati. Conclusione: Questo caso dimostra che, con la giusta conoscenza e la corretta applicazione dei protocolli rigenerativi, anche in presenza di elementi dentari giudicati “senza speranza” non deve necessariamente significare estrazione, poichè la nostra prima scelta dovrebbe sempre essere salvare, non sostituire con impianti. PER ULTERIORI INFORMAZIONI: CLICK HERE PER INFO E ISCRIZIONI: CLICK HERE
  4. Introduzione: Non è molto comune valutare l'esito di una procedura di GTR (Rigenerazione Tessutale Guidata) poiché, a differenza delle procedure di GBR (Rigenerazione Ossea Guidata), i denti trattati solitamente non necessitano di essere scoperti. Solo raramente, per svariati motivi, viene eseguita una procedura di rientro chirurgico; in tali occasioni è possibile valutare l'entità della rigenerazione tessutale. Il presente caso clinico mostra un rientro chirurgico occasionale, effettuato a distanza di 3 anni dall'intervento iniziale di GTR per ragioni mucogengivali. Abbiamo colto questa opportunità per esaminare visivamente la quantità e la qualità del tessuto parodontale rigenerato dopo tre anni. ConclusionI: L'uso combinato di una membrana barriera in pericardio associata a un innesto osseo eterologo ha permesso un trattamento rigenerativo sicuro ed efficace di difetti infraossei profondi. La terapia rigenerativa (GTR) ha dimostrato di essere efficace anche nel lungo periodo. PER ULTERIORI INFORMAZIONI: CLICK HERE PER INFO E ISCRIZIONI: CLICK HERE
  5. INTRODUZIONE: La terapia delle lesioni inter-radicolari è differenziata in base al grado di coinvolgimento della forcazione e può essere condotta secondo differenti modalità, tra cui la rigenerazione tissutale guidata della forcazione radicolare (GTR). La terapia rigenerativa di una lesione della forcazione radicolare ha lo scopo di ottenere una restitutio ad integrum del tessuto di supporto (riempimento del difetto con osso neoformato, cemento e fibre del legamento parodontale funzionalmente orientate) andato perduto a causa della malattia parodontale. va sottolineato che la terapia rigenerativa delle forcazioni radicolari ha una predicibilità limitata alle lesioni nei molari mandibolari di Classe II (sec. Hamp & Nyman); risultati progressivamente meno validi sono attesi nelle lesioni dei molari mascellari di Classe II che interessano esclusivamente l’aspetto buccale, nella rigenerazione delle lesioni mascellari di Classe II mesiali e distali (sia molari sia premolari) e nelle lesioni di Classe III (sia mascellari sia mandibolari). Viene presentato un caso clinico di GTR di una lesione inter-radicolare di Classe II su un primo molare mandibolare trattata mediante Flex Cortical Sheet associata a un innesto di origine eterologa. CONCLUSIONI: La rigenerazione tissutale guidata (GTR) delle lesioni mandibolari di Classe II mediante una lamina in corticale di origine eterologa a lento riassorbimento (Flex Cortical Sheet) ha consentito di raggiungere soddisfacenti risultati clinici, per il mantenimento dei quali si rivela di fondamentale importanza il controllo di tutti i possibili fattori di rischio per malattia parodontale sia locali che sistemici. Altrettanto essenziale è la necessità che il paziente dimostri un'elevata compliance nei confronti delle terapie erogate e che lo stesso sia arruolato in uno scrupoloso programma di terapia parodontale di supporto (SPT). Per ulteriori approfondimenti: CLICK HERE
  6. Viene presentato un caso clinico di Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR) per il trattamento di un profondo difetto intraosseo che coinvolge l'aspetto disto-buccale del secondo molare inferiore di sx (3.7) per mezzo di una membrana barriera di tipo riassorbibile Immagine preoperatoria Sondaggio parodontale e radiografia intraorale periapicale (T0) Per consentire una corretta diagnosi morfologica del difetto intraosseo viene prescritto un esame radiografico di 2° livello L'esame CBCT rivela l'esistenza di un profondo difetto intraosseo che coinvolge la radice distale dell'elemento 3.7 La terapia rigenerativa tissutale (GTR) ha dimostrato la sua efficacia nei difetti che interessano la radice del 2° molare mandibolare Il protocollo chirurgico di elezione prevede un accesso secondo la tecnica denominata "Crestal Incision" Il sollevamento di un lembo a spessore totale permette di evidenziare il profondo difetto circumferenziale che interessa la radice distale dell'elemento 3.7 Riferimento bibliografico Sondaggio della componente intraossea del difetto (aspetto distale) Sondaggio della componente intraossea del difetto (aspetto buccale) Il difetto non coinvolge l' area della forcazione interradicolare Riferimento bibliografico Riferimento bibliografico Debridement del tessuto reattivo e decontaminazione della superficie radicolare mediante inserti piezoelettrici dedicati Riferimento bibliografico Grazie all’azione degli ultrasuoni è possibile effettuare in maniera semplice e rapida il clivaggio e la rimozione del tessuto reattivo Sfruttando le proprietà battericide e batteriostatiche degli ultrasuoni, questo tipo di approccio consente il raggiungimento di risultati clinici decisamente incoraggianti Riferimento bibliografico Una membrana barriera di tipo riassorbibile viene adeguatamente sagomata Membrana barriera correttamente allocata Innesto di biomateriale eterologo Riferimento bibliografico Innesto di origine eterologa posizionato all'interno del difetto intraosseo La membrana barriera viene fissata per mezzo di pins in titanio Riferimento bibliografico Sutura in polyamide 5/0 Immagine clinica postoperatoria (FU a 24 mesi) Sondaggio parodontale e radiografia intraorale periapicale (FU a 24 mesi) Riferimento bibliografico un saluto Giacomo Tarquini
  7. Viene presentato un caso clinico di rientro chirurgico effettuato a 4 anni dalla procedura di Rigenerazione Tissutale Guidata su elemento 2.6 Immagine clinica preoperatoria Sondaggio parodontale e controllo RX endorale preoperatorio Approccio chirurgico secondo la tecnica di preservazione semplificata della papilla interdentale (SPPF) Incisione e sollevamento del lembo Si evidenzia la morfologia del difetto intraosseo Procedura di Root Surface Debridement (RSD) eseguita con inserti ad ultrasuoni dedicati Allocazione di una membrana in pericardio a copertura dell' innesto di biomateriale eterologo Riferimenti bibliografici Immagine postoperatoria dei tessuti molli dopo un adeguato periodo di guarigione Follow-up a 24 mesi: sondaggio parodontale e controllo RX endorale Follow-up a 24 mesi: immagine clinica dei tessuti molli A distanza di 4 anni dalla prima chirurgia si rende necessario per altri motivi un rientro chirurgico nel sestante precedentemente trattato: si evidenzia un completo riempimento del difetto intraosseo nonchè la perfetta integrazione del biomateriale innestato Confronto tra la baseline e il follow-up a 4 anni Per ulteriori approfondimenti: CLICCA QUI Un saluto Giacomo Tarquini
  8. Viene presentato un caso clinico di difetto intraosseo risolto mediante tecnica di "Bone Swaging" associato a inserimento implantare Viene programmato l' inserimento implantare nello spazio edentulo in sede 1.7; il sondaggio parodontale e le indagini radiografiche endorali rivelano la presenza di un profondo difetto verticale a carico dell' elemento 1.8 Il sollevamento di un lembo mucoperiosteo rivela chiaramente la morfologia e l' estensione del difetto Viene programmato il posizionamento di un impianto in sede 1.7 contestualmente a una tecnica di "Bone Swaging" (Ewen, J Periodontol 1965) associata a GTR per risolvere in un unico tempo operatorio anche il difetto intraosseo a carico dell' elemento 1.8 Riferimenti bibliografici: Si esegue il debridement del difetto intraosseo e la decontaminazione della superficie radicolare mediante inserti ad ultrasuoni dedicati Riferimenti bibliografici: Allo scopo di sfruttare al meglio l' esigua disponibilità ossea, l' inserimento implantare in sede 1.7 viene inserito mediante dispositivo piezoelettrico Sfruttando le capacità di espansione dell' impianto, viene effettuata la frattura a legno verde e la contemporanea dislocazione del segmento osseo in senso mesio-distale ("Implant - Mediated Bone Swaging") Una membrana di tipo riassorbibile è allocata sul versante palatale Riferimenti bibliografici: Un biomateriale di scelta viene innestato all' interno del difetto intraosseo residuo La membrana di tipo riassorbibile è riflessa buccalmente a copertura dell' innesto e accuratamente fissata mediante pins in titanio Riferimenti bibliografici: L' ultimo tempo operatorio contempla la sutura del lembo mucoperiosteo Riferimenti bibliografici: Follow-up a 6 mesi: il controllo radiografico postoperatorio evidenzia un completo riempimento del difetto intraosseo Follow-up a 6 mesi: rientro chirurgico e scopertura dell' impianto Al sollevamento del lembo è possibile constatare l' integrazione dell' impianto in sede 1.7 e la completa risoluzione del difetto intraosseo a carico dell' elemento 1.8 Confronto tra la situazione pre e postoperatoria Applicazione della vite di guarigione e gestione dei tessuti molli periimplantari Finalizzazione protesica mediante corona in metallo-ceramica Follow-up a 24 mesi: aspetto dei tessuti molli periimplantari Follow-up a 24 mesi: il sondaggio parodontale e le indagini radiografiche endorali rivelano la completa risoluzione del difetto verticale a carico dell' elemento 1.8 e una sostanziale stabilità dei tessuti duri e molli periimplantari Per ulteriori approfondimenti: CLICCA QUI un saluto Giacomo Tarquini
  9. La predicibilità delle procedure di rigenerazione ossea guidata verticale (V-GBR) nelle edentulie intercalate a fini implanto-protesici è condizionata dalla presenza di picchi ossei di altezza adeguata sugli elementi dentari adiacenti (Simion, IJPRD 2008). Lo scopo di questo caso clinico è quello di illustrare l'esecuzione di una rigenerazione ossea guidata verticale (V-GBR) in assenza del picco osseo su uno degli elementi dentari adiacenti: per ovviare a questa condizione è stata eseguita contestualmente una procedura di rigenerazione tissutale guidata (GTR) che ha permesso di ottenere la ricostruzione sovracrestale del picco osseo mancante. Poichè le membrane in PTFE non devono entrare in contatto con le radici dei denti adiacenti, per la realizzazione della GTR sull'elemento 1.2 è stata impiegata una membrana riassorbibile in collagene. Per aumentare le possibilità di ottenere una soddisfacente rigenerazione è stato preparato un innesto composito miscelando osso autologo in chips a un innesto di origine eterologa (De Vicente, COIR 2010; Jensen, COIR 2012; Urban, IJOMI 2014). Come risultato finale, con un unico intervento chirurgico combinato e' stato possibile ricreare il picco osseo sulla radice dell' elemento 1.2 mediante tecnica di GTR e realizzare la GBR verticale per consentire l'inserimento di un impianto osteointegrato. Va comunque sottolineato come procedure chirurgiche di questo tipo mantengano un predicibilità necessariamente limitata e sono considerate fortemente operatore-dipendenti (Simion, IJPRD 2015). ESAMI RX PREOPERATORI di 1° e 2° LIVELLO ESTRAZIONE ELEMENTO 1.1 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI GUARIGIONE DEI TESSUTI MOLLI ESPOSIZIONE DEL DIFETTO OSSEO CRESTALE MANCANZA DEL PICCO OSSEO SULL'ASPETTO MESIALE DELL'ELEMENTO 1.2 SELEZIONE DI UNA MEMBRANA IN PTFE DENSO RINFORZATA IN TITANIO RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI ALLOCAZIONE DELLA MEMBRANA BARRIERA SUL VERSANTE PALATALE PREAPARAZIONE DI UN INNESTO COMPOSITO (50:50 MIX AUTOLOGO-ETEROLOGO) INNESTO COMPOSITO IN SITU LA MEMBRANA IN PTFE RINFORZATA NON DEVE ENTRARE IN CONTATTO CON LA RADICE DELL'ELEMENTO 1.2 MEMBRANA RIASSORBIBILE IN COLLAGENE ALLOCATA SULL'ASPETTO MESIALE DELL'ELEMENTO 1.2 SUTURA IN PTFE RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI ESAME RX POSTOPERATORIO GUARIGIONE DEI TESSUTI MOLLI MISURAZIONE DELLA DENSITA' OSSEA POSTOPERATORIA E PIANIFICAZIONE DELL'INSERIMENTO IMPLANTARE ESPOSIZIONE DELLA MEMBRANA IN PTFE RINFORZATA ENTITA' DELLA RIGENERAZIONE OSSEA OTTENUTA (ASPETTO BUCCALE) ENTITA' DELLA RIGENERAZIONE OSSEA OTTENUTA (ASPETTO OCCLUSALE) RIMOZIONE DELLA MEMBRANA IN PTFE PSEUDO-PERIOSTIO CONFRONTO TRA CONDIZIONE PRE E POST-OPERATORIA (ASPETTO CLINICO) CONFRONTO TRA CONDIZIONE PRE E POST-OPERATORIA (ASPETTO RADIOGRAFICO) PREPARAZIONE DEL SITO IMPLANTARE E PROTESIZZAZIONE DELL'ELEMENTO 1.1 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  10. Introduzione: L'impiego di innesti compositi in chirurgia rigenerativa costituisce una pratica ampiamente diffusae ben documentata. Si definisce come innesto composito l'utilizzo di osso autologo miscelato in varie proporzioni con un biomateriale, generalmente di origine eterologa (Nally, 2017). La combinazione del biomateriale con l'osso autologo, solitamente prelevato in chios, combina la stabilità volumetrca del biomateriale con le proprietà osteogenetiche di quest'ultimo lGalindo-Moreno, 2008). Una membrana a lento riassortimento in pericardio è indicata in questi casi, soprattutto se in presenza di difetti ossei con limitato potenziale osteogenetico (Nygaard-Østby, 2010; Keles 2010). Nel caso clinico presentato, l'osso autologo in chips è stato raccolto nelke vicinanze del sito da trattare mediante un bone scraper piezoelettrico che, grazie al suo ingombro ridotto, ha eliminato la necessità di un secondo sito di prelievo. Una membrana in pericardio a lento riassortimento è stata utilizzata a protezione del materiale innestato (Tarquini, JCDP 2020). Riferimento bibliografico: CLICK HERE Conclusioni: L'utilizzo combinato di un innesto composito e di una membrana in pericardio a lento riassortimento ha dimostrato di consentire il raggiungimento di un'elevata predicibilità nella risoluzione di difetti parodontali con follow-up soddisfacenti nel medio e lungo periodo. Per ulteriori approfondimenti: CLICK HERE
  11. Rigenerazione ossea guidata (GTR) di un difetto intraosseo con innesto di osso autologo in chips prelevato mediante bone scraper ad ultrasuoni e membrana a lento riassorbimento in PLGA un saluto Giacomo Tarquini
  12. Rigenerazione ossea guidata (GTR) di un difetto intraosseo con innesto di osso autologo in chips prelevato mediante bone scraper ad ultrasuoni e membrana in corticale di origine eterologa (Flex Cortical Sheet) Un saluto Giacomo
  13. Di fronte a difetti parodontali particolarmente severi, il clinico si pone costantemente davanti all'alternativa di tentare la conservazione dell'elemento dentario coinvolto o piuttosto programmarne l'estrazione; viene descritto un caso di difetto intraosseo estremamente profondo a carico dell'elemento 1.4 trattato mediante chirurgia rigenerativa (GTR) Condizione preoperatoria: sondaggio parodontale e radiografia endorale periapicale L'accesso alla lesione viene eseguito mediante tecnica di preservazione della papilla interdentale semplificata (SPPF) Debridement del difetto intraosseo Decontaminazione della superficie radicolare (RSD) mediante inserti ad ultrasuoni Riferimenti bibliografici Sondaggio della componente intraossea del difetto Una membrana barriera di tipo rissorbibile in PLGA viene correttamente sagomata e allocata Il difetto viene innestato con un biomateriale di origine sintetica (biovetro) La membrana barriera viene fissata stabilmente mediante pins in titanio Riferimenti bibliografici Sutura con filo riassorbibile 6/0 Riferimenti bibliografici Aspetto dei tessuti molli a guarigione avvenuta Condizione postoperatoria: sondaggio parodontale e radiografia endorale periapicale Follow-up a 18 mesi (esame radiografico endorale) un saluto Giacomo Tarquini
  14. Viene presentato un caso clinico di Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR) per il trattamento di un profondo difetto intraosseo che coinvolge l'aspetto distale del secondo molare inferiore di dx (4.7) mediante approccio ultrasonico; la rigenerazione tissutale è stata ottenuta grazie all' impiego di una membrana barriera di tipo riassorbibile in PLGA (A. polilattico-poliglicolico) Per ulteriori approfondimenti: CLICK HERE un saluto Giacomo Tarquini
  15. L'ozono è una molecola triatomica (O³) che, veicolata allo stato liquido, gassoso o in forma di gel (Saini, 2011) è largamente impiegata in ambito medico e, nello specifico, in moltissimi campi dell'odontoiatria (Akdeniz et al., 2018; Karaca, Ergun, & Ozturk, 2018; Mostafa & Zakaria, 2018) per le sue documentate proprietà antibatteriche, antifungine e antivirali. Il presente caso clinico illustra la risoluzione di un ampio difetto intraosseo sull'elemento 2.1 trattato mediante Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR) secondo l'approccio della preservazione di papilla semplificata (SPPF) associata all'applicazione topica di gel a base di olio di semi di girasole ozonizzato.
  16. Di fronte a difetti parodontali particolarmente severi, il clinico si pone costantemente davanti all'alternativa di tentare la conservazione dell'elemento dentario coinvolto o piuttosto programmarne l'estrazione; viene descritto un caso di difetto intraosseo estremamente profondo a carico dell'elemento 1.3 trattato mediante chirurgia rigenerativa (GTR) con l'impiego di una membrana barriera di tipo riassorbibile e di un innesto osseo composito. un saluto Giacomo Tarquini
  17. Viene presentato un caso clinico di difetti intraossei multipli trattato mediante tecnica di Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR) secondo il protocollo di preservazione modificata della papilla interdentale (MPPT) un saluto Giacomo Tarquini
  18. Viene presentato un caso clinico di Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR) per il trattamento di un profondo difetto intraosseo che coinvolge l'aspetto mesiale di un incisivo mascellare (2.1) mediante impiego di un biovetro 45S5 e di una membrana barriera a lento riassorbimento in PLGA (A. polilattico-poliglicolico) Per ulteriori approfondimenti: CLICK HERE un saluto Giacomo Tarquini
  19. Cari Colleghi, viene presentato un caso di Rigenerazione Tissutale Guidata con rientro chirurgico a distanza di 6 mesi. In occasione della scopertura dei due impianti inseriti in zona 2.2 e 2.1 si decide di constatare direttamente l' effettiva riuscita della procedura di rigenerazione tissutale (nell' immagine, il S. Tommaso di Caravaggio) Al sollevamento del lembo e' effettivamente possibile apprezzare la presenza di abbondante tessuto neoformato che riempie completamente la precedente lesione intraossea. Un saluto Giacomo Tarquini
  20. Viene presentato un caso clinico di risoluzione mediante Rigenerazione Tissutale Guidata di un profondo difetto intraosseo a carico dell' elemento 1.3. Al termine della terapia iniziale, l' elemento in questione viene rivalutato a distanza e candidato ad una procedura rigenerativa. L' elemento 1.3 presenta una mobilita' di Grado 2 sec. Miller Il sondaggio parodontale evidenzia un profondo difetto verticale a carico della superficie mesiale dell' elemento coinvolto L' esame radiografico endorale conferma la presenza del difetto intraosseo La ricostruzione panorex (CBCT) rende facilmente evidenziabile l' entita' del difetto che si estende sino al terzo apicale dell' elemento 1.3 Grazie all' ampio spazio interdentale presente tra 1.3 e 1.2 viene selezionata una tecnica di preservazione della papilla modificata (MPPT) sec. Cortellini Dopo aver sollevato un lembo a tutto spessore, si effettua il debridement del difetto intraosseo (nonche' la decontaminazione della superficie radicolare) mediante inserti piezoelettrici dedicati La letteratura scientifica e' globalmente concorde nel rendere consigliabile questo tipo di approccio nei difetti intraossei profondi. Una membrana di tipo riassorbibile (Cortellini, IJPRD1996) viene allocata nello spazio interdentale e fissata sull' aspetto palatale della cresta ossea Il difetto angolare viene innestato con un biomateriale eterologo in granuli miscelato con una piccola quantita' di osso autologo (innesto composito) Il materiale da innesto viene posizionato all' interno del difetto angolare La membrana viene riflessa sul versante buccale e fissata mediante pins in titanio: va ricordato che la stabilita' del coagulo ematico e' una delle condizioni necessarie alla rigenerazione tissutale La sutura, effettuata secondo il protocollo chirurgico descritto dall' Autore, e' realizzata mediante filo in PTFE 4/0 Esame radiografico endorale postoperatorio Aspetto clinico dopo guarigione dei tessuti molli Follow - up a 12 mesi (aspetto buccale) Follow - up a 12 mesi (aspetto occlusale) Follow - up a 12 mesi (esame radiografico endorale) Follow - up a 12 mesi (sondaggio parodontale). A causa dell' estensione apicale del difetto intraosseo, la vitalita' dell' elemento 1.3 viene costantemente controllata durante ogni seduta di SPT. N.B. Seguendo questo link e' possibile approfondire alcuni aspetti che sottendono il razionale biologico del protocollo chirurgico sopra descritto: http://www.dental-tribune.com/articles/specialities/general_dentistry/35302_rigenerazione_tissutale_guidata_gtr_in_difetti_parodontali_profondi.html un saluto Giacomo
  21. Viene presentato un caso clinico di risoluzione di difetto infraosseo su 1.4 mediante tecnica di preservazione della papilla semplificata (SPPF). Situazione clinica e sondaggio parodontale al momento della prima visita Full RX endorale Situazione clinica e sondaggio parodontale dopo terapia causale Il sondaggio e l' esame RX endorale evidenziano la presenza di un difetto intraosseo a carico dell' elemento 1.4. L' esame CBCT permette di evidenziare in modo piu' netto la morfologia del difetto, che si estrinseca in senso mesio-palatale.
  22. Viene presentato un caso clinico di risoluzione mediante Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR) di un esteso difetto circonferenziale a carico dell' elemento 4.5 Poichè l' elemento dentario interessato dal difetto è adiacente ad uno spazio edentulo, la tecnica chirurgica di scelta è la Crestal Incision (Tonetti MS, Pini Prato G, Stalpers G, Cortellini P. Guided tissue regeneration of deep intrabony defects in strategically important prosthetic abutments. Int J Periodontics Restorative Dent 1996;16:379-387.) Incisione secondo il protocollo chirurgico sopra citato Sondaggio della componente intraossea del difetto Debridement della lesione ossea mediante inserti dedicati montati su dispositivo ad ultrasuoni Aspetto intraoperatorio dell' area interessata dal difetto Viene selezionata una membrana in corticale di origine eterologa La membrana correttamente allocata Il difetto viene innestato con un particolato di origine eterologa La membrana viene riflessa sul versante buccale e fissata con pins in titanio Sutura in PTFE 4/0 Follow-up a 4 mesi: immagine clinica Follow-up a 8 mesi: condizioni dei tessuti parodontali Controllo RX e sondaggio parodontale Confronto tra la situazione pre e postoperatoria (contestualmente all' intervento di GTR è stato inserito un impianto in zona 4.6) Scopertura dell' impianto in posizione 4.6 In occasione della scopertura dell' impianto in posizione 4.6 è possibile verificare de visu la rigenerazione ottenuta intorno all' elemento 4.5: si apprezza un sostanziale riempimento del difetto intraosseo circonferenziale Il S. Tommaso di Caravaggio Il confronto tra la situazione pre e postoperatoria evidenzia la completa risoluzione del difetto intraosseo Esposizione dell' impianto in zona 4.6 e inserimento di un healing abutment Allo scopo di aumentare lo spessore dei tessuti periimplantari viene eseguito un innesto di matrice collagenica tridimensionale Stato dei tessuti al termine di un adeguato periodo di guarigione Protesi definitiva inserita su impianto in zona 4.6 Follow-up a 18 mesi: è possibile evidenziare una sostanziale stabilita' dei risultati ottenuti un saluto Giacomo Tarquini
  23. Viene presentato un caso clinico di difetto intraosseo a carico dell' elemento 3.2 trattato mediante tecnica di Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR) Situazione alla baseline: esame radiografico e charting parodontale L' approccio chirurgico di elezione è rappresentato dalla tecnica di preservazione della papilla semplificata (SPPF) Disegno del lembo di accesso chirurgico effettuato in accordo con la tecnica SPPF Riferimenti bibliografici La morfologia particolarmente stretta e profonda del difetto intraosseo indica l' impiego di inserti ultrasonici in luogo dei tradizionali strumenti manuali per l' esecuzione del Root Surface Debridement (RSD) Riferimenti bibliografici Una membrana di tipo riassorbibile in pericardio viene allocata sul versante linguale La componente intraossea del difetto viene innestata con un biomateriale di origine eterologa Riferimenti bibliografici Al fine di aumentare la predicibilità della terapia rigenerativa è di fondamentale importanza che la membrana posta a protezione dell' innesto sia stabilmente fissata mediante pins in titanio o altri mezzi di sintesi Riferimenti bibliografici Sutura effettuata in accordo con la tecnica SPPF Follow - up a 12 mesi: immagine clinica Follow - up a 12 mesi: esame radiografico e charting parodontale Considerazioni conclusive un saluto Giacomo Tarquini
  24. Viene presentato un caso di rigenerazione tissutale guidata (GTR) di un difetto intraosseo sull' aspetto distale dell' elemento 3.5 risolto con una Tecnica di Preservazione della Papilla Modificata (MPPT) e l' impiego di una membrana riassorbibile in pericardio.
  25. Un breve videoclip che illustra un caso clinico di un esteso difetto intraosseo risolto mediante tecnica di preservazione semplificata della papilla interdentale (SPPF) CLICK HERE Un saluto Giacomo Tarquini
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