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Giacomo Tarquini

Terapia Chirurgica Delle Recessioni Gengivali Con Caf + Matrice Collagenica

Risposte migliori

Giacomo Tarquini    941
Giacomo Tarquini
STAFF

Nella terapia chirurgica delle recessioni gengivali di Classe 1 e 2 sec. Miller il cosiddetto "state-of-the-art" e' rappresentato dall' adozione di tecniche bilaminari consistenti in un lembo a scorrimento coronale associato all' innesto libero di tessuto connettivo prelevato dalla fibromucosa palatina (CAF + CTG)

 

(cfr. Cairo et al. 2008, Cortellini 2009, Chambrone et al. 2010)

 

Nonostante le recenti evoluzioni nella tecnica chirurgica (Zucchelli 2009) il prelievo dal palato incide significativamente sia sul decorso postoperatorio che sull' allungamento del cosiddetto "chair time", il tutto a discapito della compliance del paziente (Cairo et al. 2008, Chambrone et al. 2010)

 

Allo scopo di evitare questi inconvenienti sono gia' da tempo presenti sul mercato sostituti a base di una matrice tridimensionale collagenica di origine animale (McGuire 2010, Vignoletti 2011, Jepsen 2013) che hanno dimostrato un' ottima performance clinica.

 

Viene di seguito presentato un caso di recessione gengivale risolto mediante l' impiego della tecnica sopra descritta.

 

Foto cliniche preoperatorie

 

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Viene posta diagnosi di recessione di Classe 2 sec. Miller associata ad erosione cervicale.

 

L' approccio corretto consiste nell' individuare innanzitutto il livello di massima ricopertura ottenibile (MRC) per suddividere la zona da sottoporre a restauro conservativo (coronale alla MRC) dalla zona che sara' interessata dalla procedura chirurgica (apicale alla MRC).

 

(cfr, Zucchelli 2006, Allegri 2010)

 

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Modificato da Giacomo Tarquini
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Giacomo Tarquini    941
Giacomo Tarquini
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Dopo aver individuato tale limite, la parte coronale ad esso viene adeguatamente restaurata (contemporaneamente o in una seduta precedente alla chirurgia).

 

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La porzione radicolare esposta viene accuratamente levigata sotto ingrandimenti (4,5 x) a cielo coperto facendo attenzione a non ledere i delicati tessuti marginali.

 

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In alternativa, la stessa puo' essere levigata a cielo aperto previo sondaggio e misurazione del CAL onde evitare di asportare le fibre del legamento parodontale.

 

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Giacomo Tarquini    941
Giacomo Tarquini
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La tecnica chirurgica consiste nel lembo a scorrimento coronale modificato sec. Zucchelli (approccio "split-full-split")

 

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E' estremamente importante la passivita' del lembo in quanto un' eccessiva tensione aumenta il rischio di deiscenza della ferita chirurgica esitando in una guarigione non ottimale (cfr. Pini-Prato 2005)

 

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Il raggiungimento di questa passivita' e' testimoniato dal fatto che, anche in assenza di suture o di trazione, il lembo giace oltre 1 mm. dalla CEJ

 

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Di seguito, una matrice tridimensionale collagenica viene suturata al letto ricevente mediante punti riassorbibili in posizione leggermente coronale alla CEJ.

 

Dal punto di vista operativo va evidenziato che tale matrice presenta due lati: uno piu' rugoso (rivolto verso il letto ricevente) e uno piu' liscio (rivolto verso l' intradosso del lembo)

 

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Come ultimo tempo chirurgico viene effettuata la sutura in poliestere 6-0 consistente in punti staccati per chiudere le incisioni verticali di svincolo e una sutura a fionda ("sling suture") sospesa intorno all' elemento interessato

 

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E' di cruciale importanza che la sutura sia assolutamente priva di tensione (cfr Pini-Prato 2000)

 

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Modificato da Giacomo Tarquini

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Giacomo Tarquini    941
Giacomo Tarquini
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Dal punto di vista istologico (cfr. Vignoletti 2011) la guarigione esitera' nella totale incorporazione della matrice collagenica all' interno del tessuto connettivo ricevente, in una minor quantita' di attacco epiteliale lungo e una maggior quantita' di nuovo cemento a tutto vantaggio della stabilita' dei risultati raggiunti rispetto al solo CAF

 

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Bibliografia a supporto

 

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Guarigione a 4 mesi

 

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Confronto pre- e post-operatorio

 

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un saluto

Giacomo

 

 

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emanuele mansutti    534
emanuele mansutti

Ma perchè non togliete di mezzo la scritta del V/s nome sulle foto:non si può apprezzare così, non si vede bene, almeno spostatela dove non rompe! Lamentela rivolta a tutti quelli che postano foto, non a Giacomo in particoare.Grazie e scusate.

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Claudio De Rinaldis    238
Claudio De Rinaldis

Come al solito bellissimo e ben documentato sia come foto che come bibliografia

 

Oso una domanda:

Ma che cambia dal condress? A parte i costi. ...

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Claudio De Rinaldis    238
Claudio De Rinaldis

Ma perchè non togliete di mezzo la scritta del V/s nome sulle foto:non si può apprezzare così, non si vede bene, almeno spostatela dove non rompe! Lamentela rivolta a tutti quelli che postano foto, non a Giacomo in particoare.Grazie

Affinché a qualcuno non venga in mente di usare le foto o i casi anche solo come dimostativi. Non solo ci fa il piacere di condividerli ci manca pure che qualcuno se li freghi...

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Daniele Mangiaracina    94
Daniele Mangiaracina

ciao Giacomo,

dopo un bellissimo risultato come questo,vai anche ad indagare/eliminare le cause che hanno originato la lesione?non ti preoccupano eventuali recidive?

grazie

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Giacomo Tarquini    941
Giacomo Tarquini
STAFF

Ciao Daniele, naturalmente gia' prima della terapia chirurgica devono essere corretti tutti quei fattori eziologici (in questo caso trauma da spazzolamento orizzontale associato a spazzolino con setole estremamente dure) che possono dare origine a recessioni gengivali.

 

Allego un' immagine ad esempio di quanto scritto.

 

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un saluto

Giacomo

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Giacomo Tarquini    941
Giacomo Tarquini
STAFF

NB: nello schema ho associato a ben tre punti interrogativi (???) la voce "trauma da occlusione" poiche' a tutt' oggi non esiste alcuna documentazione scientifica che provi un rapporto di causa/effetto, eccezion fatta per il morso profondo nel quale il margine incisale dei denti superiori traumatizzi direttamente il margine gengivale degli elementi antagonisti.

 

NB 2: anche le infezioni da herpes simplex con localizzazione al margine gengivale - ancorche' non riportate nell' immagine - sono da considerarsi un fattore eziologico.

 

ciao

Giacomo

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