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Giacomo Tarquini

Risoluzione Di Un Difetto Intraosseo Mediante Tecnica Di "Bone Swaging"

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Giacomo Tarquini
STAFF

Viene presentato un caso clinico di difetto intraosseo risolto mediante tecnica di "Bone Swaging" associato a inserimento implantare

 

Viene programmato l' inserimento implantare nello spazio edentulo in sede 1.7; il sondaggio parodontale e le indagini radiografiche endorali rivelano la presenza di un profondo difetto verticale a carico dell' elemento 1.8

 

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Il sollevamento di un lembo mucoperiosteo rivela chiaramente la morfologia e l' estensione del difetto

 

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Viene programmato il posizionamento di un impianto in sede 1.7 contestualmente a una tecnica di "Bone Swaging" (Ewen, J Periodontol 1965) associata a GTR per risolvere in un unico tempo operatorio anche il difetto intraosseo a carico dell' elemento 1.8

 

Riferimenti bibliografici:

 

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Si esegue il debridement del difetto intraosseo e la decontaminazione della superficie radicolare mediante inserti ad ultrasuoni dedicati

 

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Riferimenti bibliografici:

 

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Allo scopo di sfruttare al meglio l' esigua disponibilità ossea, l' inserimento implantare in sede 1.7 viene inserito mediante dispositivo piezoelettrico

 

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Sfruttando le capacità di espansione dell' impianto, viene effettuata la frattura a legno verde e la contemporanea dislocazione del segmento osseo in senso mesio-distale ("Implant - Mediated Bone Swaging")

 

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Una membrana di tipo riassorbibile è allocata sul versante palatale

 

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Riferimenti bibliografici:

 

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Un biomateriale di scelta viene innestato all' interno del difetto intraosseo residuo

 

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La membrana di tipo riassorbibile è riflessa buccalmente a copertura dell' innesto e accuratamente fissata mediante pins in titanio

 

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Riferimenti bibliografici:

 

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L' ultimo tempo operatorio contempla la sutura del lembo mucoperiosteo

 

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Riferimenti bibliografici:

 

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Follow-up a 6 mesi: il controllo radiografico postoperatorio evidenzia un completo riempimento del difetto intraosseo

 

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Follow-up a 6 mesi: rientro chirurgico e scopertura dell' impianto

 

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Al sollevamento del lembo è possibile constatare l' integrazione dell' impianto in sede 1.7 e la completa risoluzione del difetto intraosseo a carico dell' elemento 1.8

 

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Confronto tra la situazione pre e postoperatoria

 

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Applicazione della vite di guarigione e gestione dei tessuti molli periimplantari

 

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Finalizzazione protesica mediante corona in metallo-ceramica

 

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Follow-up a 24 mesi: aspetto dei tessuti molli periimplantari

 

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Follow-up a 24 mesi: il sondaggio parodontale e le indagini radiografiche endorali rivelano la completa risoluzione del difetto verticale a carico dell' elemento 1.8 e una sostanziale stabilità dei tessuti duri e molli periimplantari

 

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Per ulteriori approfondimenti: CLICCA QUI

 

un saluto

Giacomo Tarquini

 

Edited by Giacomo Tarquini
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Stefano Camoni

Molto bello, grazie.

Eseguito qualche volta di compattare contro la radice in casi di tasca, però sempre senza membrana e con compattatori manuali.

E' la prima volta che lo vedo descritto bene come tecnica.

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Giacomo Tarquini
STAFF

La tecnica originariamente codificata da Ewen prevedeva lo swaging per mezzo di uno scalpello da osso senza l' impiego di membrane (ricordo che siamo nel 1965).

 

Successivamente, come da riferimento bibliografico allegato, fu Kodama nel 2013 a documentare la tecnica di Bone Swaging in associazione ad una procedura di GTR.

 

L' elemento di novità da me introdotto rispetto ai precedenti lavori sopra citati risiede nel fatto che lo swaging del segmento osseo non è piu' eseguito per mezzo di uno scalpello (procedimento piuttosto indaginoso) ma per mezzo dell' impianto che, durante l' inserimento, espande e disloca la parete ossea all' interno del difetto.

 

Ho pertanto definito questa tecnica "Implant - Mediated Bone Swaging".

 

un saluto

Giacomo Tarquini

Edited by Giacomo Tarquini
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Giancarlo Dal Ponte

Molto interessante.

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