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  • Paolo Bortolini
    Paolo Bortolini

    Costo orario dello studio dentistico (5^ e ultima puntata): la trasformazione “magica” del denaro in tempo

      Autori: Paolo Bortolini

    Di Paolo Bortolini *

    in questa ultima puntata della serie sul “costo orario” nello studio dentistico, si conoscerà una particolare formula (la “formula di Bortolini”), in grado di spiegare e simulare l’economia della singola prestazione e dell’intera attività. Un vero “modello economico” dell’attività odontoiatrica. Questa formula è stata scoperta e pubblicata dall’autore di questo articolo nel 2001.

     

    Riassunto delle puntate precedenti

    Nella prima puntata si è definito il “costo orario” (CO) come una tecnica contabile per ripartire in modo equo alcuni particolari costi dello studio sulle singole prestazioni già eseguite. E’ stato quindi mostrato che avere un “costo orario” alto o basso non fa differenza sul piano del risultato economico complessivo dell’attività, che rimane lo stesso. Nella seconda puntata si è definito quale “tempo” sia da utilizzare nei calcoli del “costo orario”  e si è spiegato perché se un paziente “salta” l’appuntamento non è possibile caricargli alcun costo (chi sostiene che la “poltrona ferma” produce costi non sa ciò che dice); nella terza puntata si è passati a classificare i costi da utilizzare per il calcolo, dando nuove visioni e correggendo le tante imprecisioni portate sul punto da altri autori; nella quarta puntata si è passati ad esempi pratici di calcolo, mostrando quello corretto, bastato sul solo tempo, e quello distorto, da evitare, basato sull’orario di apertura e il numero di poltrone, e infine su come si deve stimare il “costo orario” per le prestazioni ancora da eseguire.

    Vi è una diffusa convinzione secondo cui “spiegare l’economia ai medici è impossibile”. Ho sempre cercato, con alterni successi, di sfatarla. Un bel giorno, dopo anni di raccolta e analisi dei dati, un’applicazione della tecnica nota come “analisi del punto di pareggio” mi portò ad una scoperta importante: una particolare formula, cui detti il mio cognome. La formula spiegava l’economia ai medici perché trasformava i fatti economici in tempo, che è la sola e unica “capacità produttiva” del dentista, dal momento che, per il momento, “le poltrone” non hanno le mani per poter operare, come sembra credere qualcuno.

     

    Un “modello economico” generale dell’odontoiatria

    L’idea era chiara: anziché misurare in denaro il guadagno o la perdita di una prestazione eseguita o da eseguirsi, lo misuriamo in tempo. L’ispirazione a quella ricerca, coronata dalla scoperta di quella formula, veniva da uno dei miei primi clienti dentisti, che sosteneva: “per me, il tempo e il denaro sono la stessa cosa. Mi interessa guadagnare di più attraverso innovazioni organizzative, ma se le stesse mi danno più tempo libero, sono ugualmente contento.”. L’idea del mio cliente mi aveva affascinato e ispirato. In questo articolo presento per i suoi sommi capi il risultato ottenuto.

    Dunque, normalmente si misura l’economia di una prestazione con il metro “Euro”: dal prezzo della stessa si sottraggono i costi che si ritiene ad essa associabili, vuoi in modo “diretto” che “indiretto”, e si ottiene un valore, sempre metro “Euro”, da giudicare. Una formulazione un po’ più raffinata di quella ora esposta, può essere la seguente (i dati sono puramente indicativi):

     

    ultima-1.jpg

     

    Il risultato ottenuto, 10 €, dice meno di quanto invece potrei sapere convertendo il denaro in tempo. Come si fa? Appunto, con la “formula di Bortolini”. La formula in forma estesa è:

     

    formulaestesa.jpg

     

    In forma “compatta” la “formula di Bortolini” è:

    Margine di contribuzione/Costo orario = T.E.D.

    Applicandola al nostro esempio, si ottiene:

    70  €. / 1 €. * = 70 minuti

    * quando si lavora su una singola prestazione, per maggiore chiarezza si usa il “costo a minuto”, dato da “costo orario”/60

    Il significato del T.E.D. può essere interpretato come il tempo che l’economia di una prestazione svolta in un certo studio consente di dedicare a quella prestazione senza rimetterci (pareggio). Se si impiega meno tempo del T.E.D. si guadagna, se invece ci si mette di più, si perde:

     

    prima-ted.jpg

     

    Il passaggio inverso, cioè dal tempo tornare agli Euro, si fa così:

    (T.E.D. – Tempo effettivamente dedicato) x Costo a minuto = €. guadagnati/persi

    Nel nostro esempio:

    10 min. x 1 €. = 10 €.

    Con la “formula di Bortolini”, noti i tempi esecutivi medi delle varie prestazioni, i consumi medi e il “costo orario”, è possibile testare la tenuta economica dei propri tariffari in un attimo. Ulteriori applicazioni della formula, praticamente senza limiti, si hanno utilizzandola per risolvere equazioni di primo grado riferite ai suoi singoli componenti. Ad esempio, si può stimare, dato il prezzo e noti i consumi e il costo orario, il prezzo da chiedere per avere un certo rendimento percentuale. Ad esempio, con i dati dell’esempio precedente e immaginando di testare l’ipotesi di delegare la prestazione a un collaboratore cui si offre il 25% del prezzo (25 €.), volendo continuare ad avere lo stesso rendimento percentuale di quando la si eseguiva in proprio (10% come da esempio precedente), lo sviluppo del calcolo è:

     

    seconda-ted.jpg

     

    Un altro esempio applicativo della “formula di Bortolini” può riguardare la stima del tempo massimo dedicabile per restare all’interno di date condizioni economiche e non rimetterci, ad esempio, sempre con i dati dell’esempio iniziale:

     

    terza-ted.jpg

     

    ovviamente, per far guadagnare lo studio il collaboratore dovrebbe eseguire la prestazione in un tempo inferiore ai 45 minuti, e per ogni minuto risparmiato, con i dati esemplificati, lo studio guadagnerà 1 €. Se ci mette di più di 45 minuti, lo studio ci rimette nella stessa maniera.

     

    Per applicare il modello nel proprio studio

    Le applicazioni della formula sono estensibili anche a interi piani di cura e all’intera attività, fino ad arrivare a costruire dei veri e propri modelli matematici su foglio elettronico che consentono di simulare gli effetti, in modo dettagliato, di ogni realizzata o solo progettata variazione dimensionale, tecnologica, relazionale dello studio. Chi fosse interessato all’applicazione della “formula di Bortolini” nel suo studio ha a disposizione due possibilità:

     

    • chiedere la speciale CONSULENZA (è richiesto il programma Microsoft Excel) inviando una email a paolobortolini@studiobortolini.com con oggetto: “Info formula”.
    • partecipare ai corsi del dottor Bortolinipartecipa ai miei corsi teorici e pratici.

     

    A disposizione per approfondimenti anche a 0498962688. Grazie

     

    * dottore commercialista, consulente e formatore per la gestione delle attività in odontoiatria. Tel. 0498962688. Clicca per le consulenze

     

    Edited by Francesco Simoni




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    07/30/2002 05:10 PM
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