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  1. Oggi
  2. Rialzo Del Seno Mascellare Per Via Crestale In Siti Multipli

    Ciao Riccardo, nonostante ci fossero tutte le indicazioni per una GBR verticale, in questo caso le condizioni anatomiche locali mi hanno indotto a soprassedere (fornice quasi totalmente assente, piani anatomici completamente sovvertiti per pregressi interventi chirurgici nel 1° quadrante, limitata apertura orale e scarsa compliance). N.B. come tecnica di prima scelta preferisco l' impiego di membrane non riassorbibili rinforzate piuttosto che una mesh in titanio. un saluto Giacomo
  3. [libro - Giacomo Tarquini] Tecniche Di Chirurgia Parodontale Dalla Diagnosi Alla Terapia

    Conosco Giacomo attraverso Odontoline,ma ho potuto apprezzare la sua grande conoscenza in campo Chirurgico,paradontale e implantare.Non vedo l'ora di avere tra le mani il suo libro.
  4. Rialzo Del Seno Mascellare Per Via Crestale In Siti Multipli

    Hai pensato ad una rigenerativa verticale con mesh e viti?
  5. Corso - Rigenerazione Ossea Guidata (tecnica Gbr) Con Sessione Hands On

    Corso - Rigenerazione ossea Guidata (tecnica GBR) in implantologia CON SESSIONE HANDS ON 11 novembre 2017, Modena - JDentalCare Training Center Relatore: Dott. Luca Signorini Il corso (riservato alle prime 20 iscrizioni) tenuto dal Dott. Luca Signorini si svolgerà presso il JDentalCare Training Center in Strada Contrada, 323 Modena. Come raggiungere la sede Data del corso: sabato 11 novembre 2017. Orari 9.00 - 17. PER ISCRIZIONI Modulo di iscrizione PROGRAMMA,, Clicca qui >>> Sempre più di frequente è necessario rigenerare i siti anche con moderata atrofia per ottenere dei volumi ossei sufficienti ad accogliere l’impianto nella posizione corretta. Le tecniche di rigenerazione sono varie e vanno dagli innesti di osso autologo, all’osteodistrazione, alla rigenerazione guidata. La chiave per il successo è la corretta gestione dei tessuti molli, che permette di mantenere le membrane coperte e di ottenere la rigenerazione. Cosa si apprenderà con questo corso: Durante il corso verrà descritta in maniera analitica la tecnica chirurgica per ottenere una completa rigenerazione nei vari tipi di difetto con particolare enfasi sulla gestione dei tessuti molli, intesa come tipo di di incisione, assivazione dei lembi e modalità di sutura, oltre all’impiego degli innesti connettivali ed ad una serie di dettagli tecnici per ottenere un successo predicibile. PROGRAMMA Piano di trattamento in implantologia avanzata: opzioni terapeutiche per trattare i casi con riassorbimento osseo e/o atrofia avanzata Pianificazione pre-chirurgica ed esami radiografici: OPT, rx endorale, TC Dental scan e maxi-scan: utilizzo, svantaggi e svantaggi delle singole tecniche, ceratura diagnostica e mascherine Basi biologiche della rigenerazione ossea Materiali per innesti ossei: indicazioni, vantaggi e svantaggi dei vari materiali Gestione dei siti post-estrattivi Rigenerazione ossea ed impianti nei siti post-estrattivi Uso delle membrane riassorbibili e non riassorbibili Rigenerazione ossea orizzontale e verticale mediante l’uso di membrane Tecnica chirurgica: trimming e fissaggio delle membrane Gestione dei tessuti molli e rilasciamento dei lembi Tecniche di scorrimenti dei tessuti (doppia incisione, brushing tecnique, sezione del miloioideo accessorio, sezione del tendine pterigoideo) Tecniche di sutura Innesti connettivali e gestione estetica dei casi rigenerativi SESSIONE PRATICA SU SIMULATORE ANIMALE Tipi di incisione e scollamento dei lembi Sagomatura della membrana e suo fissaggio con viti e chiodini Prelievo osseo e posizionamento dell'innesto particolato Detensionamento dei lembi mucosi Tecniche di sutura QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 250€ + IVA (22%) con iscrizione fino al 30 ottobre 2017 270€ + IVA (22%) tariffa completa La quota d'iscrizione comprende materiale didattico, coffee e lunch break. PER ISCRIZIONI Modulo di iscrizione Per informazioni sulle iscrizioni: email a.giliberti@jdentalcare.com tel. 059 454255 www.jdentalcare.com https://www.facebook.com/JDentalCare JDentalCare srl Via del Tirassegno 41/N 41122 Modena (Mo), JDentalCare Srl tel. (+39) 059 454255 fax. (+39) 059450045
  6. Ieri
  7. Terapia Rigenerativa Delle Periimplantiti In Mandibola Posteriore: Protocolli Operativi

    Aggiorno il caso clinico con un' immagine presa durante un controllo a 3 anni che evidenzia la sostanziale stabilita' dei risultati raggiunti: e' essenziale, in tal senso, che il paziente sia inserito in un rigido programma di SPT durante tutta la sua esistenza. un saluto Giacomo
  8. Rientro Chirurgico Dopo Rigenerazione Tissutale Guidata

    Cari Colleghi, viene presentato un caso di Rigenerazione Tissutale Guidata con rientro chirurgico a distanza di 6 mesi. Al termine della terapia parodontale iniziale, e dopo un adeguato periodo di rivalutazione, le condizioni dell' elemento 2.3 si presentano come segue: L' esame radiografico endorale evidenzia un profondo difetto intraosseo residuo sull' aspetto mesiale dell' elemento 2.3 All' esame CBCT (incidentalmente effettuato per altri motivi) e' possibile apprezzare meglio sia la profondita' che la morfologia del difetto verticale. Si rende pertanto necessaria una successiva fase chirurgica che consistera' in una Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR). Trattandosi di un difetto adiacente a una cresta edentula, la tecnica di elezione in questi casi e' denominata "Crestal Incision"; seguendo il link sottostante, e' possibile approfondire alcuni dettagli del protocollo chirurgico: Dopo il sollevamento di un lembo a tutto spessore, e' possibile constatare che il difetto ha una morfologia poco favorevole (difetto ad una parete) associata a un angolo ampio (> 25°): queste caratteristiche incidono negativamente sull' outcome clinico della procedura di GTR. Riferimenti bibliografici: Per mezzo di strumenti manuali e inserti dedicati ad ultrasuoni (particolarmente utili per raggiungere le zone piu' profonde del difetto e sfruttare l' effetto battericida della cavitazione) viene eseguito il debridement della lesione e la decontaminazione della superficie radicolare. A proposito dell'impiego di inserti ad ultrasuoni espressamente dedicati al debridement dei difetti intraossei, seguendo questo link è possibile accedere all'articolo recentemente pubblicato sull' ultimo numero della rivista Dental Tribune: clicca qui Viene preparato un innesto costituito da biomateriale di origine eterologa miscelato ad una piccola quantita' di osso autologo in chips (70:30) allo scopo aumentarne le proprieta' osteogenetiche (innesto composito). Sempre in considerazione della morfologia del difetto, viene selezionata una membrana in pericardio (maggior tempo di protezione rispetto a una membrana in collagene). L' innesto composito viene posizionato all' interno del difetto. La membrana viene riflessa buccalmente a copertura del biomateriale e fissata stabilmente mediante pins in titanio. Sutura crestale a punti staccati in PTFE 4-0. Aspetto dei tessuti molli al termine della guarigione (6 mesi) in visione occlusale. Esame radiografico endorale di controllo che evidenzia il completo riempimento del difetto intraosseo. Aspetto dei tessuti molli sull' elemento 2.3 al termine della guarigione (6 mesi). I sondaggi parodontali confermano clinicamente la completa risoluzione del difetto. In occasione della scopertura dei due impianti inseriti in zona 2.2 e 2.1 si decide di constatare direttamente l' effettiva riuscita della procedura di rigenerazione tissutale (nell' immagine, il S. Tommaso di Caravaggio... ) Al sollevamento del lembo e' effettivamente possibile apprezzare la presenza di abbondante tessuto neoformato che riempie completamente la precedente lesione intraossea. Raffronto clinico tra la situazione pre- e post-operatoria.
  9. Cari Colleghi, viene presentato un caso di Rigenerazione Tissutale Guidata con rientro chirurgico a distanza di 6 mesi. Al termine della terapia parodontale iniziale, e dopo un adeguato periodo di rivalutazione, le condizioni dell' elemento 2.3 si presentano come segue: L' esame radiografico endorale evidenzia un profondo difetto intraosseo residuo sull' aspetto mesiale dell' elemento 2.3 All' esame CBCT (incidentalmente effettuato per altri motivi) e' possibile apprezzare meglio sia la profondita' che la morfologia del difetto verticale. Si rende pertanto necessaria una successiva fase chirurgica che consistera' in una Rigenerazione Tissutale Guidata (GTR). Trattandosi di un difetto adiacente a una cresta edentula, la tecnica di elezione in questi casi e' denominata "Crestal Incision"; seguendo il link sottostante, e' possibile approfondire alcuni dettagli del protocollo chirurgico: Dopo il sollevamento di un lembo a tutto spessore, e' possibile constatare che il difetto ha una morfologia poco favorevole (difetto ad una parete) associata a un angolo ampio (> 25°): queste caratteristiche incidono negativamente sull' outcome clinico della procedura di GTR. Riferimenti bibliografici: Per mezzo di strumenti manuali e inserti dedicati ad ultrasuoni (particolarmente utili per raggiungere le zone piu' profonde del difetto e sfruttare l' effetto battericida della cavitazione) viene eseguito il debridement della lesione e la decontaminazione della superficie radicolare. A proposito dell'impiego di inserti ad ultrasuoni espressamente dedicati al debridement dei difetti intraossei, seguendo questo link è possibile accedere all'articolo recentemente pubblicato sull' ultimo numero della rivista Dental Tribune: http://www.dental-tribune.com/articles/specialities/general_dentistry/35302_rigenerazione_tissutale_guidata_gtr_in_difetti_parodontali_profondi.html Viene preparato un innesto costituito da biomateriale di origine eterologa miscelato ad una piccola quantita' di osso autologo in chips (70:30) allo scopo aumentarne le proprieta' osteogenetiche (innesto composito). Sempre in considerazione della morfologia del difetto, viene selezionata una membrana in pericardio (maggior tempo di protezione rispetto a una membrana in collagene). L' innesto composito viene posizionato all' interno del difetto. La membrana viene riflessa buccalmente a copertura del biomateriale e fissata stabilmente mediante pins in titanio. Sutura crestale a punti staccati in PTFE 4-0. Aspetto dei tessuti molli al termine della guarigione (6 mesi) in visione occlusale. Esame radiografico endorale di controllo che evidenzia il completo riempimento del difetto intraosseo. Aspetto dei tessuti molli sull' elemento 2.3 al termine della guarigione (6 mesi). I sondaggi parodontali confermano clinicamente la completa risoluzione del difetto. In occasione della scopertura dei due impianti inseriti in zona 2.2 e 2.1 si decide di constatare direttamente l' effettiva riuscita della procedura di rigenerazione tissutale (nell' immagine, il S. Tommaso di Caravaggio... ) Al sollevamento del lembo e' effettivamente possibile apprezzare la presenza di abbondante tessuto neoformato che riempie completamente la precedente lesione intraossea. Raffronto clinico tra la situazione pre- e post-operatoria. Un saluto Giacomo
  10. Ultima settimana
  11. [libro - Giacomo Tarquini] Tecniche Di Chirurgia Parodontale Dalla Diagnosi Alla Terapia

    Mi associo ai complimenti,me lo prendo di sicuro!!
  12. Video: Impianti Stretti Possono Sorreggere Un Ponte Fisso In Zone Molari E Premolari?

    NUOVA PUBBLICAZIONE Impianti Narrow JDIcon Ultra.s e JDEvolution S (Ø2.75 e Ø3.25 mm) Una nuova pubblicazione mostra come gli impiatti narrow JDIcon Ultra.s e JDEvolution S (Ø2.75 e Ø3.25 mm) possono essere utilizzati con successo a supporto di ponti fissi nella regione posteriore della mandibola come un'alternativa minimamente invasiva all'aumento orizzontale della cresta. La ricerca mostra dei risultati ad un anno da uno studio prospettico di coorte. PER CONSULTARE L'ARTICOLO COMPLETO,, Clicca qui >>> www.jdentalcare.com https://www.facebook.com/JDentalCare JDentalCare srl Via del Tirassegno 41/N 41122 Modena (Mo), JDentalCare Srl tel. (+39) 059 454255 fax. (+39) 059450045
  13. Corso - Rigenerazione ossea Guidata (tecnica GBR) in implantologia CON SESSIONE HANDS ON 11 novembre 2017, Modena - JDentalCare Training Center Relatore: Dott. Luca Signorini Il corso (riservato alle prime 20 iscrizioni) tenuto dal Dott. Luca Signorini si svolgerà presso il JDentalCare Training Center in Strada Contrada, 323 Modena. Come raggiungere la sede Data del corso: sabato 11 novembre 2017. Orari 9.00 - 17. PROGRAMMA,, Clicca qui >>> Sempre più di frequente è necessario rigenerare i siti anche con moderata atrofia per ottenere dei volumi ossei sufficienti ad accogliere l’impianto nella posizione corretta. Le tecniche di rigenerazione sono varie e vanno dagli innesti di osso autologo, all’osteodistrazione, alla rigenerazione guidata. La chiave per il successo è la corretta gestione dei tessuti molli, che permette di mantenere le membrane coperte e di ottenere la rigenerazione. Cosa si apprenderà con questo corso: Durante il corso verrà descritta in maniera analitica la tecnica chirurgica per ottenere una completa rigenerazione nei vari tipi di difetto con particolare enfasi sulla gestione dei tessuti molli, intesa come tipo di di incisione, assivazione dei lembi e modalità di sutura, oltre all’impiego degli innesti connettivali ed ad una serie di dettagli tecnici per ottenere un successo predicibile. PROGRAMMA Piano di trattamento in implantologia avanzata: opzioni terapeutiche per trattare i casi con riassorbimento osseo e/o atrofia avanzata Pianificazione pre-chirurgica ed esami radiografici: OPT, rx endorale, TC Dental scan e maxi-scan: utilizzo, svantaggi e svantaggi delle singole tecniche, ceratura diagnostica e mascherine Basi biologiche della rigenerazione ossea Materiali per innesti ossei: indicazioni, vantaggi e svantaggi dei vari materiali Gestione dei siti post-estrattivi Rigenerazione ossea ed impianti nei siti post-estrattivi Uso delle membrane riassorbibili e non riassorbibili Rigenerazione ossea orizzontale e verticale mediante l’uso di membrane Tecnica chirurgica: trimming e fissaggio delle membrane Gestione dei tessuti molli e rilasciamento dei lembi Tecniche di scorrimenti dei tessuti (doppia incisione, brushing tecnique, sezione del miloioideo accessorio, sezione del tendine pterigoideo) Tecniche di sutura Innesti connettivali e gestione estetica dei casi rigenerativi SESSIONE PRATICA SU SIMULATORE ANIMALE Tipi di incisione e scollamento dei lembi Sagomatura della membrana e suo fissaggio con viti e chiodini Prelievo osseo e posizionamento dell'innesto particolato Detensionamento dei lembi mucosi Tecniche di sutura QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 250€ + IVA (22%) con iscrizione fino al 30 ottobre 2017 270€ + IVA (22%) tariffa completa La quota d'iscrizione comprende materiale didattico, coffee e lunch break. PER ISCRIZIONI Modulo di iscrizione Per informazioni sulle iscrizioni: email a.giliberti@jdentalcare.com tel. 059 454255 www.jdentalcare.com https://www.facebook.com/JDentalCare JDentalCare srl Via del Tirassegno 41/N 41122 Modena (Mo), JDentalCare Srl tel. (+39) 059 454255 fax. (+39) 059450045
  14. Rimozione Di Un Impianto Endosseo Fratturato

    Mi fa piacere che siano di tuo gradimento e, se hai domande, sarò ovviamente ben felice di risponderti; da parte mia, non mi stancherò mai di contribuire (per quel poco che posso) alla crescita di questo incredibile strumento di arricchimento e interscambio professionale che è il nostro Forum. Un saluto Giacomo Tarquini
  15. Rimozione Di Un Impianto Endosseo Fratturato

    Non mi stanco mai di leggere i tuoi posts, Giacomo!...
  16. Meno recenti
  17. Rimozione Di Un Impianto Endosseo Fratturato

    Per chiunque fosse interessato a ulteriori approfondimenti, è possibile scaricare l'articolo citato nel testo seguendo questo link: http://www.dental-tribune.com/printarchive/download/document/19857/file/163821116ca9e1b8fededa9e020e6f54_26-30.pdf Un saluto Giacomo
  18. Impianti stretti possono sorreggere un ponte fisso in zone molari e premolari? Video chirurgico Step by step Oggi vi presentiamo un caso di una cresta mandibolare atrofica con l’utilizzo di impianti stretti JDICon Ultra.s Ø2.75mm e JDEvolution S Ø3.25mm: una soluzione minimamente invasiva. Dato che lo spessore della cresta era di 3.3mm, due impianti JDIcon Ultra.s Ø2.75mm sono stati inseriti in zona premolare e due impianti JDEvolution S Ø3.25mm in zona molare. Semplice ed efficace! La chirurgia è stata eseguita dal dott. Tommaso Grandi di Modena, con relativa protesi. Che ne pensate? www.jdentalcare.com https://www.facebook.com/JDentalCare JDentalCare srl Via del Tirassegno 41/N 41122 Modena (Mo), JDentalCare Srl tel. (+39) 059 454255 fax. (+39) 059450045
  19. Rimozione Di Un Impianto Endosseo Fratturato

    Viene presentato un caso di rimozione di un impianto fratturato per mezzo di un dispositivo piezoelettrico con la descrizione del relativo protocollo chirurgico. Paziente donna ASA 1 si presenta all' osservazione lamentando la frattura di un impianto endosseo precedentemente inserito e protesizzato. All' EO si evidenzia una monoedentulia in corrispondenza dell' elemento 2.7 Le indagini radiografiche di 2° livello evidenziano la frattura del corpo implantare associata ad un riassorbimento di tipo crateriforme (Classe E sec. Schwarz). Inoltre, l' apice implantare e' procidente all' interno del seno mascellare. La fistolografia rende visibile un tramite con secrezione purulenta che dalla cresta edentula arriva al livello della cresta ossea. Viene elevato un lembo a spessore totale con un' incisione crestale anticipata palatalmente. Il protocollo chirurgico, cosi' come precedentemente descritto, prevede l' impiego consecutivo di due differenti tipologie di inserto piezoelettrico: un primo inserto di forma appuntita serve alla creazione di un solco - guida all' interno del quale verra' inserito un inserto carotatore. Riferimento bibliografico: G. Tarquini Rimozione di impianti endossei fratturati con l’ ausilio di un dispositivo piezoelettrico: descrizione di un caso clinico. Implants Italia Vol. 0/2012 - Gennaio 2012 Azione del primo inserto per la creazione del solco - guida L' azione del primo inserto (solco circumferenziale) e' evidenziata all' interno dal cerchio di colore azzurro. Una volta creato il solco circumferenzialmente al corpo implantare, e' possibile utilizzare l' inserto carotatore, che viene spinto con un leggero movimento di rotazione e controrotazione sino al livello dell' apice implantare. In questo caso, poiche' l' impianto e' procidente nel seno mascellare, la parte terminale dell' inserto prendera' inevitabilmente contatto direttamente con la membrana di Schneider: e' pertanto di fondamentale importanza procedere con la massima delicatezza onde evitare lacerazioni involontarie della membrana sinusale. Al termine di questo tempo operatorio, il corpo implantare sara' completamente clivato dalla compagine ossea e avra' una mobilita' sufficiente ad essere lussato con una leva dritta e rimosso in toto. Prima del successivo tempo operatorio, la paziente viene sottoposto alla manovra di Valsalva per intercettare la presenza di possibili COA; in questo caso, la manovra ha dato esito negativo. La cripta ossea residua viene tamponata con una spugna in collagene allo scopo di stabilizzare il coagulo ematico. L' ultimo tempo chirurgico prevede una sutura a punti staccati in poliestere 4/0 Il controllo radiografico postoperatorio dimostra la rimozione in toto del corpo implantare e il mantenimento dell' integrita' del pavimento del seno mascellare senza la creazione di una COA, evenienza sempre possibile in simili circostanze. Conclusioni:
  20. Rimozione Di Un Impianto Endosseo Fratturato

    Viene presentato un caso di rimozione di un impianto fratturato per mezzo di un dispositivo piezoelettrico con la descrizione del relativo protocollo chirurgico. Paziente donna ASA 1 si presenta all' osservazione lamentando la frattura di un impianto endosseo precedentemente inserito e protesizzato. All' EO si evidenzia una monoedentulia in corrispondenza dell' elemento 2.7 Le indagini radiografiche di 2° livello evidenziano la frattura del corpo implantare associata ad un riassorbimento di tipo crateriforme (Classe E sec. Schwarz). Inoltre, l' apice implantare e' procidente all' interno del seno mascellare. La fistolografia rende visibile un tramite con secrezione purulenta che dalla cresta edentula arriva al livello della cresta ossea. Viene elevato un lembo a spessore totale con un' incisione crestale anticipata palatalmente. Il protocollo chirurgico, cosi' come precedentemente descritto, prevede l' impiego consecutivo di due differenti tipologie di inserto piezoelettrico: un primo inserto di forma appuntita serve alla creazione di un solco - guida all' interno del quale verra' inserito un inserto carotatore. Riferimento bibliografico: G. Tarquini Rimozione di impianti endossei fratturati con l’ ausilio di un dispositivo piezoelettrico: descrizione di un caso clinico. Implants Italia Vol. 0/2012 - Gennaio 2012 Azione del primo inserto per la creazione del solco - guida L' azione del primo inserto (solco circumferenziale) e' evidenziata all' interno dal cerchio di colore azzurro. Una volta creato il solco circumferenzialmente al corpo implantare, e' possibile utilizzare l' inserto carotatore, che viene spinto con un leggero movimento di rotazione e controrotazione sino al livello dell' apice implantare. In questo caso, poiche' l' impianto e' procidente nel seno mascellare, la parte terminale dell' inserto prendera' inevitabilmente contatto direttamente con la membrana di Schneider: e' pertanto di fondamentale importanza procedere con la massima delicatezza onde evitare lacerazioni involontarie della membrana sinusale. Al termine di questo tempo operatorio, il corpo implantare sara' completamente clivato dalla compagine ossea e avra' una mobilita' sufficiente ad essere lussato con una leva dritta e rimosso in toto. Prima del successivo tempo operatorio, la paziente viene sottoposto alla manovra di Valsalva per intercettare la presenza di possibili COA; in questo caso, la manovra ha dato esito negativo. La cripta ossea residua viene tamponata con una spugna in collagene allo scopo di stabilizzare il coagulo ematico. L' ultimo tempo chirurgico prevede una sutura a punti staccati in poliestere 4/0 Il controllo radiografico postoperatorio dimostra la rimozione in toto del corpo implantare e il mantenimento dell' integrita' del pavimento del seno mascellare senza la creazione di una COA, evenienza sempre possibile in simili circostanze. Conclusioni: un saluto Giacomo
  21. Riabilitazione Full-arch A Carico Immediato Con La Tecnica Della Saldatura Intraorale Con Jdweld

    Buongiorno Dottore, la JDentalCare la ringrazia per il suo commento. Durante la fase provvisoria sono stati utilizzati GP abutment da saldatura. Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore informazione. Saluti, JDentalCare www.jdentalcare.com https://www.facebook.com/JDentalCare JDentalCare srl Via del Tirassegno 41/N 41122 Modena (Mo), JDentalCare Srl tel. (+39) 059 454255 fax. (+39) 059450045
  22. Riabilitazione Full-arch A Carico Immediato Con La Tecnica Della Saldatura Intraorale Con Jdweld

    che monconi sono stati utilizzati durante la fase provvisoria?
  23. Riabilitazione Full-arch a carico immediato con la tecnica della saldatura intraorale con JDWeld. Caso clinico Step by step Oggi vi presentiamo un caso di un paziente con grave insufficienza masticatoria e disagio relazionale. Si è deciso di procedere con una riabilitazione a carico immediato superiore ed inferiore con impianti JD. Dopo un'attenta analisi delle indagini radiologiche si è riscontrato un grave riassorbimento osseo nel settore superiore dx che pregiudicava l'inserimento di impianti assiali od inclinati atti a supportare una protesi fissa. Si è programmato quindi una GBR preimplantare volta a ripristinare i volumi ossei carenti dopo una bonifica dentaria superiore ed inferiore. A distanza di 4 mesi è stato programmato l'inserimento implantare con riabilitazione a carico immediato in giornata. Avendo previsto una qualità ossea carente si è deciso per una saldatura intraorale con JDWeld sia degli impianti mascellari che mandibolari. La chirurgia e le relative protesi sono state eseguite dal team dott.ssa Paola Falchetti, dott. Filippo Casotto, odt. Christian Dalla Libera. Che ne pensate? Troverete il caso clinico step by step a questo link http://www.jdentalcare.com/public/Riabilitazione_Full-Arch_a_carico_immediato_con_l'uso_della_saldatrice_intraorale_JDWeld.web.pdf JDentalCare srl Via del Tirassegno 41/N 41122 Modena (Mo), JDentalCare Srl tel. (+39) 059 454255 fax. (+39) 059450045
  24. Corso: La Chirurgia Computer Guidata Per Tutti, Sistema Semplice E Sicuro

    Corso - La chirurgia computer guidata per tutti Sistema Semplice E Sicuro 28 ottobre 2017, Modena - JDentalCare Training Center Relatore: Dott. Stefano Granata Il corso (riservato alle prime 20 iscrizioni) tenuto dal Dott. Stefano Granata si svolgerà presso il JDentalCare Training Center in Strada Contrada, 323 Modena. Come raggiungere la sede Data del corso: sabato 28 ottobre 2017. Orari 9.00 - 17 Il corso si propone di rendere possibile la chirurgia guidata implantare sia al professionista poco esperto di tecnologia digitale sia all’esperto che voglia semplificare le procedure di chirurgia nel suo studio privato. Oltre alla presentazione dettagliata dei casi clinici, verranno spiegate step by step le procedure diagnostiche e le tecniche cliniche per affrontare in totale sicurezza casi implantari semplici e complessi seguendo i protocolli di chirurgia computer assistita. PROGRAMMA, Clicca qui >>> Programma Cosa si può fare oggi con la chirurgia guidata La TAC in Implantologia I software 3D nella pratica quotidiana, sistemi aperti e chiusi La mascherina chirurgica Il trasferimento dei dati analogici e digitali in laboratorio La chirurgia flapless e a spessore parziale in Implantologia computer guidata Il provvisorio pre-chirurgico Il carico immediato I casi clinici Quota di partecipazione 180€ + IVA (22%) con iscrizione fino al 16 Ottobre 2017 200€ + IVA (22%) tariffa intera La quota di partecipazione include coffee break e lunch break. PER ISCRIZIONI Modulo d'iscrizione Per informazioni sulle iscrizioni: email a.giliberti@jdentalcare.com tel. 059 454255 www.jdentalcare.com https://www.facebook.com/JDentalCare JDentalCare srl Via del Tirassegno 41/N 41122 Modena (Mo), JDentalCare Srl tel. (+39) 059 454255 fax. (+39) 059450045
  25. Colgo l'occasione di questa bella sorpresa, la ristampa celebrativa in poche copie del libro che scrissi 16 anni fa, usci nel 2001, e che ebbe tanto successo, ma da tempo esaurito, innanzitutto per ringraziare Francesco Simoni e Odontoline, che l'hanno pensata e promossa, e l'editore Edra, titolare dei diritti dell'editore Masson, che pubblicò a suo tempo l'opera, che l'ha accolta e realizzata in modo egregio. Poi, per illustrare in breve il contenuto di questo volume, che a tutt'oggi non solo non è stato assolutamente "superato" dallo scorrere del tempo, perché i temi che affronta sono e saranno presentissimi nella quotidianità del dentista, ma nemmeno da altri lavori usciti sull'argomento "gestione dello studio dentistico", perché in nessuno di questi c'è quanto si può trovare in quest'opera. Ci sono infatti le esatte indicazioni su come si organizzano i processi interni relativi alla accoglienza del paziente e alla visita, alla formulazione e alla proposta del preventivo, al rapporto economico, da quando inizia al recupero del credito, al potenziamento della collaborazione partecipativa del paziente alle cure, ai richiami da farsi durante e dopo la cura, alla promozione dello studio. E per "esatte indicazioni", intendo dire che ci sono non generiche proposizioni, parole, ma numerosi e chiarissimi diagrammi di flusso (modellati sui "sistemi di qualità", molto in voga al tempo della sua uscita), sui quali si può prima vedere come ci si deve organizzare, e poi verificare puntualmente come ci si sta comportando e dove si deve cambiare; ci sono poi tutte le parole che servono al dottore e agli assistenti per riempire di studiata comunicazione ogni fase, di questi processi. Oltre ai diagrammi di flusso e agli esempi di comunicazione, ci sono numerosi "moduli interni", delle schede, da impiegarsi nel lavoro pratico per gestire le telefonate, i dati dei pazienti, la pianificazione dei trattamenti. Le parti dedicate alla comunicazione, sono proposte in maggior parte come "lettere tipo", a suo tempo Internet era all'inizio, ma gli stessi testi sono oggi impiegabili con i nuovi, più pratici sistemi, basati sulla telefonia e l'informatica. Inoltre, nel volume ci sono delle indicazioni puntualissime su come organizzare il lavoro segretariale, che si spingono a spiegare come si devono preparare le etichette per i classificatori nei quali si archiviano i vari documenti di studio. Si troverà anche la prima versione della "formula di Bortolini", argomento sempre presente nei miei corsi da quel tempo, con la quale si riesce a capire subito se e quanto una prestazione rende, e un capitolo dedicato al "marketing odontoiatrico", che era innovativo allora e lo è ancora. Tutto questo, unito all'applicazione costante, è finalizzato a potenziare il "passa parola", a prevenire malintesi e discussioni, ad avere pazienti più collaborativi, a incassare meglio, a fissare i prezzi delle cure con cognizione di causa, con un sistema unico e ineguagliato di gestione delle fasi della visita, che porta ad una classificazione precisa degli elementi valorizzabili della futura cura. Come accadde a chi comprò il volume a suo tempo, e ancora oggi li vedo arrivare ai miei corsi con la loro copia originale in mano, consumata dalle ripetute consultazioni, per chiedermi una dedica che sono sempre felice di fare, chi riuscirà ad avere in mano una di queste copie potrà sicuramente maturare idee molto più specifiche e definite sull'oggetto "gestione dello studio" e sulla sua attuazione, avendo l'occasione di imprimere un grande positivo cambiamento alla sua attività.
  26. [libro - Giacomo Tarquini] Tecniche Di Chirurgia Parodontale Dalla Diagnosi Alla Terapia

    Complimenti Giacomo
  27. [libro - Giacomo Tarquini] Tecniche Di Chirurgia Parodontale Dalla Diagnosi Alla Terapia

    Scrivere un libro è una cosa allucinante per la fatica che occorre... Complimenti Giacomo!
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