Jump to content

All Activity

This stream auto-updates     

  1. Last week
  2. Giacomo Tarquini

    Cavitazione Ultrasonica E Peri-implantiti: Un Caso Clinico

    Per leggere l'articolo in full-text: CLICK HERE Un saluto Giacomo Tarquini
  3. Condivido un mio recente articolo per richiamare i punti fondamentali della GTR: CLICCA QUI    Un saluto Giacomo Tarquini
  4. Un recente articolo per approfondire il protocollo chirurgico del dispositivo "PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini": CLICK HERE un saluto Giacomo Tarquini
  5. Giacomo Tarquini

    Cavitazione Ultrasonica E Peri-implantiti: Un Caso Clinico

    Un recente articolo per approfondire il protocollo chirurgico del dispositivo "PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini": CLICK HERE un saluto Giacomo Tarquini
  6. Introduzione: La sostituzione di elementi dentari compromessi con impianti post-estrattivi immediati rappresenta una pratica clinica che, negli anni, ha dimostrato risultati sempre piu' soddisfacenti con un ISR a 5 anni sovrapponibile a quello di impianti inseriti in siti completamente guariti (Prosper, 2003; Chen, 2004; Botticelli, 2008). Tuttavia, nei settori posteriori le condizioni anatomiche di partenza rendono spesso problematica la ricerca della necessaria stabilità primaria (ampiezza dell'alveolo post-estrattivo, radici fuse, vicinanza con il seno mascellare o con il NAI). Alla luce di queste considerazioni, l'utilizzo di impianti eztra-wide nei settori posteriori può rivelarsi vantaggiosi per sopperire alle criticità sopra esposte (Caneva, 2010; Lee, 2015; Penarrocha-Diago, 2008) Conclusioni: La sostituzione di un elemento dentario compromesso nei settori posteriori con un impianto extra-wide inserito con approccio post-estrattivo immediato può rappresentare una valida opzione terapeutica nei casi di condizioni anatomiche sfavorevoli e/o quando il paziente ha necessità di contrarre i tempi della riabilitazione protesica. Deve essere tuttavia sottolineato come tale opzione terapeutica necessiti di alcuni prerequisiti essenziali, quali il grado di confidenza del clinico con questo particolare protocollo chirurgico, la forma dell'impianto e la tecnica di preparazione del sito implantare.
  7. Introduzione: La sostituzione di elementi dentari compromessi con impianti post-estrattivi immediati rappresenta una pratica clinica che, negli anni, ha dimostrato risultati sempre piu' soddisfacenti con un ISR a 5 anni sovrapponibile a quello di impianti inseriti in siti completamente guariti (Prosper, 2003; Chen, 2004; Botticelli, 2008). Tuttavia, nei settori posteriori le condizioni anatomiche di partenza rendono spesso problematica la ricerca della necessaria stabilità primaria (ampiezza dell'alveolo post-estrattivo, radici fuse, vicinanza con il seno mascellare o con il NAI). Alla luce di queste considerazioni, l'utilizzo di impianti eztra-wide nei settori posteriori può rivelarsi vantaggiosi per sopperire alle criticità sopra esposte (Caneva, 2010; Lee, 2015; Penarrocha-Diago, 2008) Conclusioni: La sostituzione di un elemento dentario compromesso nei settori posteriori con un impianto extra-wide inserito con approccio post-estrattivo immediato può rappresentare una valida opzione terapeutica nei casi di condizioni anatomiche sfavorevoli e/o quando il paziente ha necessità di contrarre i tempi della riabilitazione protesica. Deve essere tuttavia sottolineato come tale opzione terapeutica necessiti di alcuni prerequisiti essenziali, quali il grado di confidenza del clinico con questo particolare protocollo chirurgico, la forma dell'impianto e la tecnica di preparazione del sito implantare. un saluto Giacomo Tarquini
  8. Earlier
  9. INTRODUZIONE La peri-implantite è attualmente definita come l’infezione dei tessuti molli che circondano un impianto osteointegrato associata a una significativa perdita ossea crestale con andamento progressivo. Relativamente alla strategia terapeutico di scelta, le evidenze scientifiche più recenti indicano che l’approccio chirurgico sia attualmente considerato come il trattamento di elezione per la peri-implantite. L’aspetto piu’ dibattuto e controverso, che riveste un’importanza cruciale nella predicibilità della terapia, è quello relativo alla decontaminazione della superficie implantare: nonostante diversi metodi (chimici, meccanici o manuali) siano stati descritti negli anni, non si è ancora giunti ad un consenso su quale sia il protocollo di decontaminazione più efficace tra tutti quelli fino ad ora proposti. Sfruttando le ben note proprietà battericide e batteriostatiche degli ultrasuoni, l’impiego del nuovo dispositivo “PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini” si rivela particolarmente vantaggioso poiché consente l’accesso alle zone più difficili da raggiungere, come ad esempio le spire implantari, le micro e nano rugosità della superficie e l’alloggiamento interno della vite di connessione; accesso che altrimenti si rivelerebbe pressoché impossibile con una strumentazione di tipo tradizionale, quali curettes o strumenti rotanti. RAZIONALE BIOLOGICO Il razionale biologico alla base del dispositivo «PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini» si fonda sugli effetti biologici - documentati da una imponente numero di pubblicazioni scientifiche negli ultimi decenni - della cavitazione ultrasonica sul biofilm batterico. A differenza di quanto accade con altri mezzi (chimici, meccanici o manuali) che hanno evidenziato negli anni un’efficacia relativamente modesta, le onde meccaniche causate dalla cavitazione del liquido irrigante sono in grado di raggiungere qualsiasi zona della superficie implantare (anche le nano e microporosità delle attuali superfici in titanio) nonché l’alloggiamento interno della vite di connessione: in questo modo la decontaminazione dell’impianto avviene in maniera completa (sia sulla superficie esterna che al suo interno) senza alterarne la composizione chimico-fisica originaria. La possibilità di ottenere una decontaminazione completa e predicibile è di estrema importanza nella terapia delle periimplantiti, poiché il fine ultimo della procedura rigenerativa peri-implantare è proprio quello di ottenere un nuovo processo di osseointegrazione («re-osseointegration») in tutto e per tutto identico a quello avvenuto al momento dell’inserimento implantare. È stato infatti dimostrato come la possibilità di ottenere una nuova osseointegrazione sia estemamente limitata su superfici tornite e/o che siano state alterate fisicamente o chimicamente mentre avviene in maniera molto piu’ consistente intorno a superfici in titanio microruvide purchè opportunamente decontaminate. Per massimizzare gli effetti della terapia rigenerativa sarà quindi essenziale riuscire ad ottenere una decontaminazione implantare completa e predicibile mantenendo al contempo inalterate tutte le proprietà di superficie. PROTOCOLLO CHIRURGICO Il protocollo chirurgico di decontaminazione implantare mediante dispositivo “PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini” è indicato essenzialmente per il trattamento di difetti intraossei che necessitano una terapia di tipo rigenerativo in accordo con i principi della G.B.R. (“Guided Bone Regeneration”). Il dispositivo “PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini” consente di eseguire una completa decontaminazione dell’impianto senza alterarne la macro e microgeometria di superficie. - Sondaggio e valutazione radiografica peri-implantare - Sollevamento un lembo a spessore totale adeguato per forma e dimensioni - Rimozione del tessuto di granulazione (ove presente) intorno all’impianto e all’interno del difetto intraosseo mediante inserti ES012CT e ES030ACT - Rimuovere la vite di copertura (ove presente) allo scopo di decontaminare anche la superficie interna dell’impianto e sostituirla con una sterile al termine di questa fase operatoria - Il dispositivo “PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini” è composto da una parte metallica (inserto) e da una parte in silicone medicale (camera di cavitazione) - L’inserto metallico è dotato di appositi micro-fori (un assiale e due laterali) per un’omogenea diffusione del liquido irrigante all’interno della camera di cavitazione - Assemblare il dispositivo inserendo la parte in silicone (camera di cavitazione) sull’inserto metallico - Adattare la camera di cavitazione intorno alla porzione esposta dell’impianto da trattare in modo da creare uno spazio chiuso all’interno del quale il liquido irrigante possa andare in cavitazione; è raccomandabile evitare il contatto tra l’inserto metallico e la testa dell’impianto - Azionare il dispositivo a ultrasuoni (Esacrom Moto o Surgysonic) per un tempo di 3’ impostando i seguenti parametri: U 40 - V 80 - P 50. Non è necessario che la camera di cavitazione abbia un sigillo completo sulla cresta ossea - Eseguire il protocollo rigenerativo di scelta (ad es. mediante membrane di tipo riassorbibile o non riassorbibile) - Sutura dei lembi in accordo con la tecnica selezionata - Rientro chirurgico e follow-up radiografico per valutare il grado di rigenerazione ossea ottenuta CASO CLINICO Il caso clinico illustra una procedura di trattamento chirurgico di una peri-implantite mediante decontaminazione effettuata con dispositivo «PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini» associato a una procedura di rigenerazione ossea verticale (VRA) mediante una griglia in titanio e innesto di osso autologo in chips.
  10. INTRODUZIONE La peri-implantite è attualmente definita come l’infezione dei tessuti molli che circondano un impianto osteointegrato associata a una significativa perdita ossea crestale con andamento progressivo. Relativamente alla strategia terapeutico di scelta, le evidenze scientifiche più recenti indicano che l’approccio chirurgico sia attualmente considerato come il trattamento di elezione per la peri-implantite. L’aspetto piu’ dibattuto e controverso, che riveste un’importanza cruciale nella predicibilità della terapia, è quello relativo alla decontaminazione della superficie implantare: nonostante diversi metodi (chimici, meccanici o manuali) siano stati descritti negli anni, non si è ancora giunti ad un consenso su quale sia il protocollo di decontaminazione più efficace tra tutti quelli fino ad ora proposti. Sfruttando le ben note proprietà battericide e batteriostatiche degli ultrasuoni, l’impiego del nuovo dispositivo “PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini” si rivela particolarmente vantaggioso poiché consente l’accesso alle zone più difficili da raggiungere, come ad esempio le spire implantari, le micro e nano rugosità della superficie e l’alloggiamento interno della vite di connessione; accesso che altrimenti si rivelerebbe pressoché impossibile con una strumentazione di tipo tradizionale, quali curettes o strumenti rotanti. RAZIONALE BIOLOGICO Il razionale biologico alla base del dispositivo «PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini» si fonda sugli effetti biologici - documentati da una imponente numero di pubblicazioni scientifiche negli ultimi decenni - della cavitazione ultrasonica sul biofilm batterico. A differenza di quanto accade con altri mezzi (chimici, meccanici o manuali) che hanno evidenziato negli anni un’efficacia relativamente modesta, le onde meccaniche causate dalla cavitazione del liquido irrigante sono in grado di raggiungere qualsiasi zona della superficie implantare (anche le nano e microporosità delle attuali superfici in titanio) nonché l’alloggiamento interno della vite di connessione: in questo modo la decontaminazione dell’impianto avviene in maniera completa (sia sulla superficie esterna che al suo interno) senza alterarne la composizione chimico-fisica originaria. La possibilità di ottenere una decontaminazione completa e predicibile è di estrema importanza nella terapia delle periimplantiti, poiché il fine ultimo della procedura rigenerativa peri-implantare è proprio quello di ottenere un nuovo processo di osseointegrazione («re-osseointegration») in tutto e per tutto identico a quello avvenuto al momento dell’inserimento implantare. È stato infatti dimostrato come la possibilità di ottenere una nuova osseointegrazione sia estemamente limitata su superfici tornite e/o che siano state alterate fisicamente o chimicamente mentre avviene in maniera molto piu’ consistente intorno a superfici in titanio microruvide purchè opportunamente decontaminate. Per massimizzare gli effetti della terapia rigenerativa sarà quindi essenziale riuscire ad ottenere una decontaminazione implantare completa e predicibile mantenendo al contempo inalterate tutte le proprietà di superficie. PROTOCOLLO CHIRURGICO Il protocollo chirurgico di decontaminazione implantare mediante dispositivo “PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini” è indicato essenzialmente per il trattamento di difetti intraossei che necessitano una terapia di tipo rigenerativo in accordo con i principi della G.B.R. (“Guided Bone Regeneration”). Il dispositivo “PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini” consente di eseguire una completa decontaminazione dell’impianto senza alterarne la macro e microgeometria di superficie. - Sondaggio e valutazione radiografica peri-implantare - Sollevamento un lembo a spessore totale adeguato per forma e dimensioni - Rimozione del tessuto di granulazione (ove presente) intorno all’impianto e all’interno del difetto intraosseo mediante inserti ES012CT e ES030ACT - Rimuovere la vite di copertura (ove presente) allo scopo di decontaminare anche la superficie interna dell’impianto e sostituirla con una sterile al termine di questa fase operatoria - Il dispositivo “PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini” è composto da una parte metallica (inserto) e da una parte in silicone medicale (camera di cavitazione) - L’inserto metallico è dotato di appositi micro-fori (un assiale e due laterali) per un’omogenea diffusione del liquido irrigante all’interno della camera di cavitazione - Assemblare il dispositivo inserendo la parte in silicone (camera di cavitazione) sull’inserto metallico - Adattare la camera di cavitazione intorno alla porzione esposta dell’impianto da trattare in modo da creare uno spazio chiuso all’interno del quale il liquido irrigante possa andare in cavitazione; è raccomandabile evitare il contatto tra l’inserto metallico e la testa dell’impianto - Azionare il dispositivo a ultrasuoni (Esacrom Moto o Surgysonic) per un tempo di 3’ impostando i seguenti parametri: U 40 - V 80 - P 50. Non è necessario che la camera di cavitazione abbia un sigillo completo sulla cresta ossea - Eseguire il protocollo rigenerativo di scelta (ad es. mediante membrane di tipo riassorbibile o non riassorbibile) - Sutura dei lembi in accordo con la tecnica selezionata - Rientro chirurgico e follow-up radiografico per valutare il grado di rigenerazione ossea ottenuta CASO CLINICO Il caso clinico illustra una procedura di trattamento chirurgico di una peri-implantite mediante decontaminazione effettuata con dispositivo «PIEZOCLEAN by Dr. Giacomo Tarquini» associato a una procedura di rigenerazione ossea verticale (VRA) mediante una griglia in titanio e innesto di osso autologo in chips. un saluto Giacomo Tarquini
  11. Paolo Gaetani

    Ricordo di un grande implantologo

    Mio padre fu tra gli allievi del tuo.
  12. Giacomo Tarquini

    [VIDEO] Piezoclean By Dr. Giacomo Tarquini: A Clinical Case

    Ultrasonic cavitation and peri-implantitis Un saluto Giacomo Tarquini
  13. Per vedere il programma completo e per iscriverti, clicca qui Foto dalla II ed. 2021 del corso
  14. Per vedere il programma completo e per iscriverti, clicca qui
  15. CORSO TEORICO PRATICO DI ORTODONZIA DELLE FUNZIONI E TRATTAMENTO DELLE MALOCCLUSIONI IN RELAZIONE ALLA DINAMICA CRANIO-FACCIALE. LA TECNICA MEAW E GEAW Per vedere il programma completo e per iscriverti, clicca qui
  16. CONCETTI E TECNICHE DI ODONTOIATRIA CONSERVATIVA ADESIVA ESTETICA Per vedere il programma completo e per iscriverti, clicca qui
  17. Francesco Simoni

    Corso Teorico Pratico Di Endodonzia 2022

    Per vedere il programma completo e per iscriverti, clicca qui
  18. Francesco Simoni

    Corso Teorico Pratico Di Gnatologia 2022

    Per vedere il programma completo e per iscriverti, clicca qui
  19. Introduzione: Nonostante le elevatissime percentuali di successo delle riabilitazioni protesiche eseguite su impianti osteointegrati, alcuni studi meta-analitici riportano un numero sempre maggiore di complicanze dovute a periimplantite (Hashim, 2020). Nonostante sia stata ampiamente dimostrata l'eziologia batterica della periimplantite, una serie di fattori favorenti sono stati progressivamente identificati; tra questi, il malposizionamento implantare rappresenta un fattore di rischio significativo. Quando un impianto è posizionato troppo vicino a un dente naturale o a un altro impianto è possibile prevedere un maggior rischio di riassorbimento osseo crestale (Lindhe, 2015). Allo stesso modo, impianti in posizione eccessivamente buccale (spessore osseo < 1 mm) o addirittura al di fuori della compagine ossea sono piu' suscettibili nei confronti di deiscenze a carico dei tessuti duri e molli: l'esposizione di una parte della superficie implantare favorisce l'accumulo di biofilm batterico aumentando il rischio di periimplantite (Giovannoli, 2016). Il caso clinico in oggetto descrive la rimozione di un impianto malposizionato e la sua immediata sostituzione in associazione a una procedura di Rigenerazione Ossea Guidata (GBR). Conclusioni: In caso di gravi malposizionamenti implantari, la rimozione e la sostituzione immediata o dilazionata con un nuovo impianto che abbia una posizione tridimensionale corretta può risultare determinante per evitare future complicanze. Quando le manovre di rimozione implantare dovessero esitare in un difetto dei tessuti duri e molli, è consigliabile associare all'inserimento del nuovo impianto una procedura di Rigenerazione Ossea Guidata (GBR).
  1. Load more activity

ODONTOline.it

E' una consolidata realtà dell'Odontoiatria italiana, creata da più di 5.000 dei suoi protagonisti: gli odontoiatri iscritti al Forum, che ogni giorno si scambiano idee, suggerimenti, aiuto, cultura, professione.
×