Jump to content

All Activity

This stream auto-updates     

  1. Yesterday
  2. Last week
  3. Earlier
  4. Conclusions: The hypothesis was accepted. Compressing implants with single-drill bone preparation demonstrated many clinical and histological advantages with respect with to standard implant drilling procedures and classical implant shape and design in low-density bone type. It is possible to summarize the advantages of this technique as follows: higher bone to implant contact percentage than the control group (due to the innovative fixture geometry that causes bone compaction), speed of execution (only one-step preparation in low-density bone), high primary implant stability (undersized preparation matched to special fixture shape and thread geometry), high manageable final implant position, high patient comfort, and less cost. The present pilot study involves only two animals; this limitation could influence the statistical observations we have discussed. Future in vivo studies with a bigger animal numbers or clinical studies with a high sample size are needed in order to confirm the results of the present paper. un saluto Giacomo Tarquini
  5. CORSO INTRODUTTIVO DI ORTODONZIA DELLE FUNZIONI: DAL MEAW AL GEAW LA SEMPLIFICAZIONE DELLA TECNICA MEAW DEL PROF. S.SATO MEDIANTE L’USO DEL GUM METAL Formazione online in diretta - acquistabile anche solo la videoregistrazione del corso Questo corso è indirizzato a chi vuole uscire dagli schemi tradizionali e pensa che "ortodonzia" non significhi solo raddrizzare i denti ma voglia andare oltre, considerando le molteplici e complesse funzioni che svolge l'organo masticatorio partendo da un'analisi diagnostica integrata per arrivare ad una terapia più funzionale e funzionalizzante. Parleremo inoltre dell'introduzione nella meccanica multiloop del nuovo filo Gum Metal che, assieme all'uso degli attacchi autoleganti, ha permesso di semplificare notevolmente la tecnica rendendola facilmente applicabile nella pratica quotidiana. L’aula interattiva e il numero di posti limitato (massimo 20 partecipanti), garantisce ampio spazio per chiarimenti e domande al relatore. PROGRAMMA CORSO (4 ORE) I miti ortodontici Cosa si intende con "function driven orthodontics"? Le funzioni dell’organo masticatorio Cenni sullo sviluppo delle malocclusioni in relazione alla dinamica cranio facciale Concetti base di terapia mediante la tecnica multi loop Il gum metal: caratteristiche meccaniche del filo L’uso del gum metal e degli attacchi autoloeganti Le loop nel gum metal Casi clinici PER INFOMAZIONI E ISCRIZIONI clicca qui Per informazioni: E-mail: info@corsiodontoiatriaecm.it Numero Verde: 800.592.432
  6. Riferimento bibliografico relativo alla fase di debridement del difetto infraosseo e decontaminazione delle superfici radicolari: Un saluto Giacomo Tarquini
  7. INTRODUZIONE: La chirurgia endodontica rappresenta l’intervento di elezione quando non è possibile curare un dente con una lesione apicale mediante terapia endodontica ortograda attraverso la corona del dente, oppure quando l’intervento di devitalizzazione, sebbene ben eseguito non ha portato alla guarigione della lesione apicale. Una delle indicazioni all'intervento è rappresentata anche dalla presenza di perni cementati nella radice. :n alcuni casi il tentativo di rimuovere il perno potrebbe provocare la frattura della radice, evento che condurrebbe all’estrazione del dente. In questi casi per evitare la frattura radicolare, si preferisce trattare il dente chirurgicamente. Viene presentato un caso clinico di chirurgia endodontica eseguito interamente con l'ausilio di un dispositivo ad ultrasuoni. CASO CLINICO: Immagine preoperatoria Esami radiografici preoperatori di 1° e 2°livello Lembo di accesso Riferimenti bibliografici Enucleazione cisti odontogena associata a estrazione dell'elemento dentario giudicato non recuperabile Riferimenti bibliografici Chirurgia endodontica Inserimento di impianto postestrattivo immediato in sede 2.4 Rigenerazione Ossea Guidata dei difetti ossei residui Riferimenti bibliografici Rigenerazione Ossea Guidata del difetto osseo periimplantare Posizionamento e sutura del lembo Riferimenti bibliografici Follow-up radiografico a 6 mesi (esame radiografico di 2° livello) Protesi definitiva in metallo-ceramica su impianto in sede 2.4 Riferimenti bibliografici CONCLUSIONI: L'impiego di un dispositivo piezoelettrico in chirurgia endodontica offre il vantaggio di una maggior visibilità intraoperatoria grazie all' azione della cavitazione ultrasonica, un rispetto assoluto delle strutture sensibili quali la membrana del seno mascellare (come nel presente caso clinico) o la presenza del NAI in mandibola e un accesso mini-invasivo grazie alle ridotte dimensioni degli inserti.
  8. INTRODUZIONE: La chirurgia endodontica rappresenta l’intervento di elezione quando non è possibile curare un dente con una lesione apicale mediante terapia endodontica ortograda attraverso la corona del dente, oppure quando l’intervento di devitalizzazione, sebbene ben eseguito non ha portato alla guarigione della lesione apicale. Una delle indicazioni all'intervento è rappresentata anche dalla presenza di perni cementati nella radice. :n alcuni casi il tentativo di rimuovere il perno potrebbe provocare la frattura della radice, evento che condurrebbe all’estrazione del dente. In questi casi per evitare la frattura radicolare, si preferisce trattare il dente chirurgicamente. Viene presentato un caso clinico di chirurgia endodontica eseguito interamente con l'ausilio di un dispositivo ad ultrasuoni. CASO CLINICO: Immagine preoperatoria Esami radiografici preoperatori di 1° e 2°livello Lembo di accesso Riferimenti bibliografici Enucleazione cisti odontogena associata a estrazione dell'elemento dentario giudicato non recuperabile Riferimenti bibliografici Chirurgia endodontica Inserimento di impianto postestrattivo immediato in sede 2.4 Rigenerazione Ossea Guidata dei difetti ossei residui Riferimenti bibliografici Rigenerazione Ossea Guidata del difetto osseo periimplantare Posizionamento e sutura del lembo Riferimenti bibliografici Follow-up radiografico a 6 mesi (esame radiografico di 2° livello) Protesi definitiva in metallo-ceramica su impianto in sede 2.4 Riferimenti bibliografici CONCLUSIONI: L'impiego di un dispositivo piezoelettrico in chirurgia endodontica offre il vantaggio di una maggior visibilità intraoperatoria grazie all' azione della cavitazione ultrasonica, un rispetto assoluto delle strutture sensibili quali la membrana del seno mascellare (come nel presente caso clinico) o la presenza del NAI in mandibola e un accesso mini-invasivo grazie alle ridotte dimensioni degli inserti. Un saluto Giacomo Tarquini
  9. Da questo link è possibile scaricare l'articolo in versione full text: CLICK HERE Un saluto Giacomo Tarquini
  10. Il processo di iperpneumatizzazione del seno mascellare associato al riassorbimento osseo del processo alveolare in seguito ad un'edentulia di lunga data possono esitare in un'atrofia di tipo combinato (Chiapasco, COIR 2008) che può rendere difficoltoso se non impossibile l'inserimento di impianti osteointegrati. In questi casi, il rialzo del seno mascellare rappresenta solo una parte del processo riabilitativo: la completa ricostruzione tridimensionale delle atrofie mascellari combinate sarà pertanto possibile solo mediante l'associazione tra un intervento di sinus lifting e una procedura di ricostruzione orizzontale e/o verticale del processo alveolare (Urban, CIDRR 2017). Il presente caso clinico descrive una procedura di rialzo del seno mascellare in associazione a un intervento di Rigenerazione Ossea Guidata (GBR).
  11. Il processo di iperpneumatizzazione del seno mascellare associato al riassorbimento osseo del processo alveolare in seguito ad un'edentulia di lunga data possono esitare in un'atrofia di tipo combinato (Chiapasco, COIR 2008) che può rendere difficoltoso se non impossibile l'inserimento di impianti osteointegrati. In questi casi, il rialzo del seno mascellare rappresenta solo una parte del processo riabilitativo: la completa ricostruzione tridimensionale delle atrofie mascellari combinate sarà pertanto possibile solo mediante l'associazione tra un intervento di sinus lifting e una procedura di ricostruzione orizzontale e/o verticale del processo alveolare (Urban, CIDRR 2017). Il presente caso clinico descrive una procedura di rialzo del seno mascellare in associazione a un intervento di Rigenerazione Ossea Guidata (GBR). un saluto Giacomo Tarquini
  12. Un breve filmato che illustra le potenzialità dell' approccio con ultrasuoni al rialzo di seno mascellare per via crestale. CLICK HERE Un saluto Giacomo Tarquini
  13. Alessandro Palma

    • Alessandro Palma
    •   
    • Gilberto Arena

    Ciao come va

    1. Gilberto Arena

      Gilberto Arena

      Ciao Alessandro, tutto bene, ti scrivo tramite messaggio!

  14. La risposta alla tua domanda è in realtà già contenuta nella slide che ho pubblicato: andando infatti a riguardare con sufficiente attenzione i numeri della review di Urban apprendiamo che, nonostante la DO consenta il miglior incremento assoluto in senso verticale (8,4 mm.) questa tecnica deve però scontare, per l'appunto, un tasso di complicanze altrettanto imponente (47,3%). Da un punto di vista piu' strettamente clinico va inoltre ricordato che con la DO non è possibile ottenere contemporaneamente incrementi in senso orizzontale e verticale (escludendo di fatto tutte le atrofie di tipo combinato) e che il notevole ingombro intraorale lo rende spesso inaccettabile dal paziente. un saluto Giacomo Tarquini
  15. Viene descritto un caso clinico di atrofia ossea combinata (Classe 3 sec. Seibert) in mandibola posteriore trattata mediante tecnica di rigenerazione ossea guidata (GBR) con membrana non riassorbibile in PTFE rinforzata in titanio. Situazione preoperatoria CBCT preoperatoria Sollevamento di un lembo a spessore totale Gestione del lembo linguale Accesso agli spazi midollari Selezione di una membrana barriera di tipo non riassorbibile in PTFE Innesto composito (50% autologo/50% eterologo) Fissaggio stabile della membrana Sutura in PTFE 4/0 OPT di controllo postoperatorio Condizione dei tessuti al termine del periodo di guarigione Controllo CBCT al termine del periodo di guarigione Rimozione della membrana in PTFE Si evidenzia un sostanziale incremento orizzontale e verticale della cresta ossea Confronto tra situazione pre e postoperatoria (incremento orizzontale) Confronto tra situazione pre e postoperatoria (incremento verticale) Inserimento implantare mediante inserti ad ultrasuoni Dopo il controllo CBCT postoperatorio il paziente è stato reinviato al Collega che lo ha riferito Riferimenti bibliografici
  16. vent' anni fa non si parlava d' altro. E' stato l' alto rate di complicazioni a mandarla in pensione ?
  17. In letteratura scientifica l'acronimo DO sta per "Distraction Osteogenesis" traducibile in Italiano con distrazione osteogenetica o osteodistrazione. Tale approccio chirurgico è direttamente mutuato, con tutti i relativi vantaggi e svantaggi, dagli studi e dall' esperienza clinica di Ilizarov. Un saluto Giacomo Tarquini
  18. Ottimo Giacomo, complimenti... Nell' ultima slide DO sta per osteodistrazione o cos' altro ? Grazie, Toi.
  19. Un interessante riferimento bibliografico che pone a confronto il tasso di complicanze tra la GBR e le altre tecniche di VRA: un saluto Giacomo Tarquini
  20. Giacomo Tarquini

    GBR In Mandibola Posteriore Su Sito Monoedentulo

    Un interessante riferimento bibliografico che pone a confronto il tasso di complicanze tra la GBR e le altre tecniche di VRA: un saluto Giacomo Tarquini
  21. Il valore di RT dipende da diversi fattori: la percentuale di osteointegrazione, il periodo di guarigione, la densità ossea locale, il diametro e la lunghezza dell'impianto nonché la sua macromorfologia e il tipo di superficie, solo per citare i piu' importanti; la diversa combinazione di tali fattori condurrà a valori di RT che potranno pertanto esprimere una variabilità in alcuni casi anche decisamente rilevante. un saluto Giacomo Tarquini
  22. Il presente caso clinico documenta una procedura chirurgica di rialzo del seno mascellare per via laterale con l'impiego di un biovetro 45S5 (Hench, J. Biomed.Mater. Res. 1971) associato a tecnica di Bony Window Repositioning (Cho, IJOMI 2012). Un saluto Giacomo Tarquini
  23. Non ne ho idea, per due motivi ben precisi: il primo è che, come si può vedere dalle immagini, non ho utilizzato un torque wrench, il secondo è che conoscere il RT in questo caso non sarebbe stato di alcuna utilità clinica. Un saluto Giacomo Tarquini
  24. La forma di un difetto osseo è influenzata da diversi fattori anatomici quali, per esempio, lo spessore del processo alveolare, la morfologia della radice dentaria, la posizione della stessa all’interno della compagine ossea e il rapporto di vicinanza con altri elementi eventualmente interessati da difetti ossei. Mentre nei difetti intraossei la componente verticale coinvolge un solo elemento dentario, nei crateri interprossimali essa coinvolge contemporaneamente due elementi dentari adiacenti. La terapia di elezione dei crateri interprossimali è rappresentata dalla chirurgia ossea resettiva ma, in caso di difetti particolarmente profondi, l'approccio resettivo è controindicato per via dell'importante sacrificio di tessuto osseo che ne risulterebbe (Cohen, 2006) Il presente caso clinico dimostra la risoluzione di un profondo cratere interprossimale mediante procedura di Modified Papilla Preservation Technique (MPPT) con una membrana barriera di tipo riassorbibile (Cortellini, 1996). Per ulteriori approfondimenti: CLICK HERE
  1. Load more activity

ODONTOline.it

E' una consolidata realtà dell'Odontoiatria italiana, creata da più di 5.000 dei suoi protagonisti: gli odontoiatri iscritti al Forum, che ogni giorno si scambiano idee, suggerimenti, aiuto, cultura, professione.
×