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Giacomo Tarquini

Rigenerazione Tissutale Guidata In Difetti Infraossei Profondi

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Giacomo Tarquini
STAFF

Viene presentato un caso di risoluzione di un difetto infraosseo profondo a carico di elemento dentario 3.3 mediante procedura di rigenerazione tissutale guidata.

 

Foto clinica

 

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Si evidenzia un gemizio purulento dall' interno della tasca parodontale.

 

Nonostante l' ingente perdita di attacco l' elemento compromesso presenta una mobilita' fisiologica.

 

Il paziente viene sottoposto a terapia causale e successiva rivalutazione

 

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Stato dei tessuti e sondaggi dopo terapia causale

 

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La morfologia del difetto infraosseo viene valutata con l' ausilio di esami radiografici di 1° e 2° livello

 

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Edited by Giacomo Tarquini

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Giacomo Tarquini
STAFF

La tecnica chirurgica selezionata per la risoluzione del difetto e' la Modified Papilla Preservation Technique (MPPT)

 

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Immagini intraoperatorie

 

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Componente infraossea del difetto

 

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Debridement a mezzo di strumenti manuali e inserti ultrasonici dedicati

 

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Edited by Giacomo Tarquini

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Giacomo Tarquini
STAFF

Immagine intraoperatoria che mostra la morfologia del difetto osseo 

 

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Viene allocata una membrana di tipo riassorbibile 

 

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Innesto di biomateriale eterologo

 

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Fissazione della membrana con pin in titanio

 

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Sutura con filo 4/0 in PTFE

 

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Edited by Giacomo Tarquini

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Giacomo Tarquini
STAFF

Controllo a 12 mesi

 

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un saluto

Giacomo

Edited by Giacomo Tarquini
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Giulio Sbarbaro

Ciao Giacomo,

bello l'intervento, la metodica e più che soddisfacente il follow-up a 12 mesi. Immagino si tratti comunque di un paziente collaborante. Credo che lo scoglio principale, al di là delle necessarie capacità diagnostiche ed abilità chirurgiche di chi opera, sia prorprio l'ottenimento di una buona compliance da parte del paziente....in alcuni casi, magari non da subito ma in tempi relativamente brevi, si acquisisce...in molti casi è una disperazione.

Ti faccio una domanda. Ok i risultati sui 12 mesi, ma che predicibilità ha (in termini di durata e stabilità dei risultati ottenuti) nel tempo? Con paziente collaborante intendo ovviamente.

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Davide Lomagno

inoltre è raddoppiata la banda cheratinizzata al cingolo

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Giacomo Tarquini
STAFF
Il 27/4/2016 alle 01:01, Giulio Sbarbaro dice:

Ciao Giacomo,

bello l'intervento, la metodica e più che soddisfacente il follow-up a 12 mesi. Immagino si tratti comunque di un paziente collaborante. Credo che lo scoglio principale, al di là delle necessarie capacità diagnostiche ed abilità chirurgiche di chi opera, sia prorprio l'ottenimento di una buona compliance da parte del paziente....in alcuni casi, magari non da subito ma in tempi relativamente brevi, si acquisisce...in molti casi è una disperazione.

Ti faccio una domanda. Ok i risultati sui 12 mesi, ma che predicibilità ha (in termini di durata e stabilità dei risultati ottenuti) nel tempo? Con paziente collaborante intendo ovviamente.

 

Ciao Giulio, per quanto riguarda la bonta' della tecnica di GTR in letteratura c'e' solo l' imbarazzo della scelta; in questa sede mi limitero' a citare le due Cochrane Systematic Reviews di Needleman pubblicate nel 2005 e nel 2012 senza bisogno di andare oltre.

 

Cio' premesso (e per rispondere alla tua domanda) il mantenimento dei risultati raggiunti dipende in larga misura dall' adesione del paziente ad un programma di SPT (Supportive Periodontal Therapy) in assenza del quale il paziente perdera' elementi dentari con un OR di 5.6 rispetto ai pazienti che aderiscono (di seguito il riferimento bibliografico).

 

Checchi L, Montevecchi M, Gatto MR, Trombelli L.

Retrospective study of tooth loss in 92 treated periodontal patients.

J Clin Periodontol 2002;29:651- 6.

 

Nella mia pratica professionale le cose vanno esattamente nello stesso modo: ho un gran numero di pazienti trattati con GTR con un follow-up > 10 aa. che mantengono inalterato il livello di attacco raggiunto e non perdono elementi dentari accanto a pazienti che non hanno una buona compliance e continuano a perdere attacco ed elementi dentari.

 

Questo ovviamente non riguarda solo la terapia rigenerativa ma anche la terapia resettiva, la terapia non chirurgica cosi' come la terapia implantare.

 

Spero di averti risposto in maniera sufficientemente esaustiva :smilingsmiley:

 

ciao

Giacomo

Edited by Giacomo Tarquini

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Sergio Rotondo
Sostenitore

Bellissimo Giacomo ! Non tu, ma il caso che hai postato !.

 

Domanda: la migrazione dentaria e la conseguente malocclusione devono essere corrette (secondo me si)? E' sufficiente solo un ottimo mantenimento ? Quanto incide il food impact ?

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Daniele Mangiaracina

Ciao Giacomo,ti risparmio gli scontatissimi complimenti.:-)

Ho una domanda:in che misura in pin in titanio migliora la prognosi e perché solo vestibolare?viene rimosso a guarigione avvenuta?

grazie e ciao

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Giacomo Tarquini
STAFF
Il 27/4/2016 alle 13:18, Sergio Rotondo dice:

Bellissimo Giacomo ! Non tu, ma il caso che hai postato !.

 

Domanda: la migrazione dentaria e la conseguente malocclusione devono essere corrette (secondo me si)? E' sufficiente solo un ottimo mantenimento ? Quanto incide il food impact ?

 

La correzione dell' occlusione (intesa come controllo del trauma da occlusione) fa parte della lla terapia iniziale: in questo caso l' elemento trattato NON era sottoposto a trauma.

 

Il food impaction ha una sua importanza, così come incide la difficoltà nel mantenimento.

 

Motivi per i quali è già in programma la terapia ortodontica.

 

Ciao

Giacomo

Edited by Giacomo Tarquini

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