Inizialmente popolato da pochi amici che si divertivano a scrivere tra il serio e il faceto, oggi è diventato una realtà con più di 200.000 messaggi e più di 3000 iscritti. Il sito contiene un forum diviso per sezioni in cui tutti gli iscritti possono inserire casi clinici con foto o semplicemente scrivere per scambiarsi informazioni su corsi, congressi, nuove tecniche o materiali. Ogni sezione è monitorata da un moderatore che ha il compito di stimolare discussioni ad alto valore scientifico e rispondere a quesiti posti dai colleghi.
Quando il numero degli iscritti ce lo ha consentito, abbiamo deciso di allargare le attività del sito, organizzando corsi e incontri che, grazie alla disponibilità dello Staff, hanno reso possibile la realizzazione di quello che è lo spirito di ODONTOline: unire e condividere.
Questo fino ad oggi, per il futuro cercheremo di aggiungere nuovi strumenti che potranno rafforzare ulteriormente le finalità del sito.
Il 29 gennaio gli utenti di Odontoline.it hanno dato vita ad un incontro trasversale circa il futuro dell'odontoiatria. In una modalità pratica ed aperta al confronto, senza ingessature istituzionali o sindacali, alcuni fra i più informati esponenti delle associazioni e della Cao (Prof. Carlo Guastamacchia, Gerhard Konrad Seeberger, Salvatore Rampulla, Nick Sandro Miranda e Giovanni Del Fra) si sono confrontati con gli utenti delineando le criticità, esponendo la realtà nuda dei fatti e proponendo soluzioni informate per le criticità della libera professione e del paziente. Dall’incontro è nato un articolo che riassume i punti più importanti affrontati durante i lavori (per scaricare l’articolo, clicca ...
Clicca qui per vedere il servizio mostrato da Striscia la Notizia sugli abusivi in Odontoiatria andato in onda il 29/11/2005
Max Laudadio è tornato dal sedicente dentista per vedere se esercita ancora, poi è andato dal Presidente ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) . Per vedere il filmato Clicca qui(30/11/2005)
Inserito da: Luca Giuseppe Russo Lunedì, 16 Gennaio 2012 00:13 Visite: 2238 | Commenti: 15 | Voti: 43 | Voto: 4.49/5
ODONTOline su Repubblica.it
Per la prima volta nella storia della nostra categoria, un gruppo di Dentisti italiani, provenienti da tutte le zone della Penisola, si è radunato spontaneamente nella piazza virtuale di ODONTOline e ha stilato un documento, pubblicato il 20 settembre 2007 su Repubblica Salute, in cui prende posizione contro la disinformazione e gli attacchi che provengono dai mass-media. Troppo spesso infatti noi dentisti siamo stati definiti esosi, evasori, insensibili alle necessità del paziente non abbiente, il quale deve per forza rivolgersi alle ASL, dove però trova solo lunghe file e prestazioni limitate perchè il dentista italiano, fedele alla sua 'casta' privilegiata, non si abbassa a lavorare nel pubblico. Odontoiatria, roba da ricchi Tutto falso, come testimoniano le 1000 voci che si incontrano quotidianamente su questo forum e che hanno deciso finalmente di farsi sentire dal grande pubblico dei pazienti. Questa inserzione su Repubblica Salute è frutto di 2 mesi di discussione ed elaborazione tra i Colleghi del Forum. è un messaggio innanzitutto per i pazienti, perchè sappiano come stanno veramente le cose, qual è la preparazione professionale alla base di una seduta dal Dentista; ma anche per gli altri Dentisti, perchè 'scendano in piazza' a discutere con noi della nostra professione, dei nostri problemi quotidiani e, perchè no, delle nostre piccole o grandi soddisfazioni personali.
Buona lettura
CURARE I DENTI OGGI LA SCIENZA E LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DEL PAZIENTE
Alcuni dentisti italiani, dopo diversi attacchi subiti attraverso i mass-media, per mezzo di messaggi superficiali e scorretti trasmessi alla popolazione, avvertono la necessità di comunicare ai cittadini-pazienti la realtà della loro professione. L'Odontoiatria ha effettivamente, di per se, un costo elevato e, non a caso, è la branca della Medicina in cui lo Stato è più carente. I servizi di Odontoiatria pubblica sono pochi e mal distribuiti sul territorio nazionale e lasciano all'Odontoiatria privata il peso di un servizio che, evidentemente, è troppo oneroso per lo Stato. Il tentativo di garantire la cosiddetta Odontoiatria sociale, fatto in alcune regioni italiane, è miseramente fallito a causa degli elevati costi specifici e di gestione che questa specializzazione comporta per chiunque la voglia esercitare in maniera professionale e dignitosa. L'Odontoiatria è, d'altro canto, una delle branche della Medicina nella quale sono stati fatti i maggiori progressi negli ultimi 20 anni ed i professionisti del settore hanno dovuto investire in impegno, tempo e denaro per stare al passo con le nuove tecniche, con lo scopo di dare un servizio sempre migliore ai propri pazienti. Anche la prevenzione, elemento cardine per mantenere una buona salute della bocca e permetere altresì ai pazienti di farlo a costi minimi, è sempre stata delegata ai dentisti privati, che negli anni se ne sono fatti carico. Là dove, in Europa e nel mondo, questo sforzo di migliorarsi non c'è stato, ma si è tentato solamente sdi risparmiare erogando prestazioni odontoiatriche a basso costo e in convenzione, a pagarne le spese sono stati i pazienti: esempio sono quei Paesi, a noi vicini, nei quali vengono utilizzati materiali di bassa qualità, oramai banditi in Italia, con grave danno per la salute dei cittadini. Ciononostante, mai lo Stato ha ritenuto di agevolare questo settore, importante per la salute pubblica, valorizzando le sue potenzialità. Al contrario, gli studi odontoiatrici privati sono stati, negli ultimi anni, assoggettati ad una serie di adempimenti che hanno reso sempre più difficile la conduzione economica di queste micro-aziende che, pure, danno nel complesso lavoro a migliaia di persone i dipendenti di studi odontoiatrici sono, in Italia, un numero decisamente superiore a quelli della Fiat.
Il dentista è il 'medico della bocca e dei denti' e la sua attività è un 'atto medico' a tutti gli effetti. E' per tale motivo che i dentisti italiani contestano ogni tipo di informazione che continui a scambiare una prestazione professionale con un 'prodotto di consumo'